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Le ferie illimitate non funzionano. I dipendenti sono responsabili

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Ferie a volontà. E' questa la nuova filosofia di lavoro importata anche in Europa dagli Stati Uniti. A inventarla sono state alcune start-up della California per vendere un sogno ai loro collaboratori e far morire di invidia gli altri: nessun limite al numero di giorni di vacanza. Uno scherzo? No. Twitter, Netflix, Evernote o FullContact stati i primi a smettere di contare i giorni di riposo concessi ai dipendenti. Ma trascorrere otto settimane un anno di distanza dal proprio ufficio, pur essendo pagato a tempo pieno, è davvero possibile? Di fatto molto spesso i dipendenti non approfittano della libertà assoluta che viene loro concessa, ma si prendono un periodo di ferie che equivale a quello dei colleghi che non lavorano in aziende così innovative. Scelgono di restare nella media, insomma.

Il punto di vista delle aziende - "Essere responsabili e indipendenti da un lato, ma anche prendersi una vacanza quando si vuole dall'altro. Mi piace l'idea - spiega Philippe Laval, capo di una start-up francese, che si è fatto ispirare dalla filosofia americana -. Concretamente, un dipendente che vuole andare in vacanza si accorda con i colleghi per dividere il lavoro in sospeso. E specifica anche se è reperibile o no mentre è via". Di fatto, però, Philippe Laval ha osservato che "stranamente" i dipendenti non prendono più vacanze rispetto ad altri. "In teoria possono, assolutamente. Le ferie illimitate sono chiaramente presentate come un diritto nella nostra azienda. Ma in molti scelgono di non approfittarne. Perché comunque vogliono garantire il raggiungimento degli obiettivi che l'azienda richiede. Questo, in termini di benefici per la società, sviluppa l'autonomia".

Il punto di vista dei dipendenti - Jonathan, 28 anni, francese che lavora in  una start-up di San Francisco, inizialmente, era molto entusiasta. "Soprattutto negli Stati Uniti, dove le persone hanno in media due settimane di vacanza all'anno. Tuttavia, ho capito subito - ha riferito al quotidiano Le Matin - che non sarebbe cambiata molto la situazione, dal momento che i dipendenti in media continuano a prendersi le due settimane previste nelle altre aziende". Il motivo? "La paura di sembrare un approfittatore rispetto ai colleghi e di apparire meno motivato nei confronti dell'azienda. Piuttosto che andare in ferie col senso di colpa, si preferisce non andare".

 

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