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Costume
Harmont&Blaine ritorna in Cina

Di Eduardo Cagnazzi

Dal 2017 Harmont&Blaine entrerà nuovamente sul mercato cinese. E vi entrerà non solo con lo stesso marchio utilizzato nel resto del mondo, ma anche attraverso il canale e-commerce. Il logo del bassotto, infatti, era stato oggetto di usurpazione (un caso affine si è verificato alla fine del 2015 in Libano) e, in accordo con il partner locale, il gruppo si era ritrovato nella condizione di chiudere nel 2012 le proprie dodici boutique presenti in Cina, con conseguenti ripercussioni sul volume d'affari e sulla revisione dei progetti di espansione nel Far East. Con la decisione favorevole ed inappellabile del locale ufficio brevetti, il bassotto potrà nuovamente circolare su quel mercato dove è prevista l'apertura di 27 punti vendita nell'arco di cinque anni, come previsto dal contratto stipulato con il nuovo distributore. Lo riferisce ad Affaritaliani.it, il presidente della società, Domenico Menniti, che anticipa anche un'altra iniziativa imprenditoriale: la commercializzazione dei capi di abbigliamento del brand tramite l'e-commerce, un canale molto praticato in Cina. "Questo ci consentirà di proseguire gli obiettivi di crescita secondo il piano concordato con il Fondo finanziario Clessidra, proprietaria del 40% delle quote dall'ottobre del 2014, e di ritornare ai livelli di quattro anni fa quando l'area della grande Cina rappresentava il 12-15% del fatturato del gruppo". Intanto continuerà l'espansione dei punti vendita del brand all'estero. Soprattutto da dove deriva una buona fetta del fatturato che quest'anno toccherà 80 milioni di euro, contro i 76 conseguiti l'anno scorso.

"Dopo le aperture di Parigi e Cannes, seguiranno a breve quelle di Doha, Madrid e Barcellona. I nuovi punti vendita in Spagna sono dovuti ad una partnership con El Corte Inglés e con altri partner locali. Ma l'attenzione sarà rivolta anche verso i mercati dove il marchio è già presente e all'assestamento del nuovo assetto organizzativo, un'operazione interna avviata per meglio rispondere ai canali wholesale e retail. Il piano ha comportato anche l'inserimento di Sap nei sistemi aziendali, di nuove figure professionali e l'ammodernamento delle boutique di Capri, Portofino, Forte dei Marmi ed Ischia. Un restyling che trae ispirazione dal mondo luminoso e solare della costa mediterranea, che si fonda a elementi del design italiano degli anni Sessanta reinterpretati in chiave moderna". Menniti dichiara inoltre che l'azienda punterà anche alla crescita della collezione donna, un segmento affidato nei mesi scorsi alla stilista Marianna Cimini, amalfitana di 31 anni, già vincitrice del premio Moda Italia. "Anche in questo caso le collezioni si caratterizzeranno per la capacità di interpretare il mediterranean lifesty, dall'alta qualità e dalla costante ricerca di colori, forme e materiali nuovi in modo tale da rispondere alle richieste della clientela cosmopolita sempre più attenta ed esigente". La stilista sarà affiancata nel design della collezione da Paolo Montefusco, da qualche giorno nuovo amministratore delegato dell'azienda di Caivano. "Una scelta condivisa del tutto con Clessidra, tanto che il nuovo ceo ha assunto tutte le deleghe del predecessore Giulio Guasco", sottolinea Menniti.

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