Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Costume » Molestie sessuali al lavoro. Le subisce una donna su 5

Molestie sessuali al lavoro. Le subisce una donna su 5

Una donna su cinque è stata molestata sessualmente in ufficio. Capita più spesso a manager e dirigenti oppure in piccole aziende. Ma solo il 5% dei casi è stato assicurato alla giustizia. La ricerca

Secondo un recente studio condotto dall’istituto francese dei sondaggi Ifop, una donna su cinque è stata molestata sessualmente in ufficio. Nella maggior parte dei casi però si tratta di una situazione che non si è ripetuta. Le vittime sono spesso donne con un certo livello di responsabilità (30% di libere professioniste e dirigenti), attive in strutture aziendali di dimensioni piccole e in prevalenza in contesti professionali a maggioranza maschile (35%).

Tre quarti (75%) delle donne vittime di molestie sul lavoro si è trovata di fronte a gesti o osservazioni di connotazione sessuale ripetute più volte, nonostante la loro mancanza di consenso. In tre casi di molestie su dieci (30%), le donne che erano in situazione di lavoro precario. Quasi trevittime su dieci (29%) dicono di non averlo confidato a nessuno. Per il 40% la situazione ha avuto termine a spese loro, mentre per il 35%si è conclusa a spese dell’autore.

Il numero di casi di molestie sessuali sul luogo di lavoro consegnato alla giustizia è decisamente marginale: solo il 5% è arrivato in tribunale. La maggioranza dei francesi (64%) ritiene che sia una situazione comune quella di battute sessuali in ufficio (per il 15% è molto comune). Quasi nove attivo su dieci (89%) ritengono che le molestie sessuali non siano sufficientemente riconosciute nell’ambito di lavoro.

L’indagine è stata condotta online dal 15 al 24 gennaio su un campione di 1.005 persone (tra cui 615 donne attive tra i 18 e i 64 anni), secondo il metodo delle quote. Nel mese di agosto 2012, la legge francese aveva precisato la definizione di molestie sessuali, che il diritto europeo riconosce come discriminazione.