La notizia della morte di Lady Diana giunse all’alba. La Principessa del Popolo aveva solo 36 anni quando perse tragicamente la vita a seguito dello scontro nel tunnel del Pont de l’Alma a Parigi. Assieme a lei morirono il compagno Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul. Nel sottopassaggio, l’auto viaggiava ad altissima velocità – attorno ai 110 km orari – per sfuggire ai flash dei paparazzi.
Quel giorno di ventinove anni fa il mondo si fermò. Le reti televisive italiane interruppero i programmi per dare spazio ad edizioni straordinarie con dirette fiume per seguire gli aggiornamenti da Parigi e Londra. La televisione britannica raggiunse i 32.100.000 di spettatori, uno degli eventi televisivi con maggior numero di seguito.

Il cordoglio della diplomazia
Il nostro Paese reagì alla tragica notizia con un profondo choc collettivo, una forte commozione popolare ed una copertura mediatica senza precedenti. Le ambasciate britanniche in tutto il mondo, Italia compresa, aprirono immediatamente i registri ufficiali per le condoglianze. Le persone si radunarono davanti ai cancelli delle ambasciate per deporre fiori, candele e biglietti. Ed i governi stranieri inviarono messaggi ufficiali di cordoglio alla famiglia reale ed al popolo britannico. La sua tomba si trova nella tenuta di campagna della famiglia Spencer a Althorp, nell’isolotto Round Oval, al centro di un laghetto ornamentale.

Diana e l’Italia
“In Italia, Diana, aveva sempre frequentato il mondo della moda” – ricorda Ilaria Grillini, giornalista esperta di famiglie reali – “Da Gianni Versace, mancato tragicamente poco prima di lei, a Valentino, con il quale andò anche in vacanza assieme. Il nostro Presidente della Repubblica di allora – Oscar Luigi Scalfaro – non partecipò alla cerimonia funebre che si tenne il 6 settembre nell’Abbazia di Westminster a Londra. Il funerale di Diana non fu di stato perché era fuori dalla famiglia reale in quanto divorziata da oltre un anno. Presenti alla cerimonia, Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, che allora non erano ancora sposati”, afferma Grillini.

Dall’Italia, anche Giorgio Armani, Donatella e Santo Versace ed una massiccia delegazione di giornalisti di testate italiane. Per via del protocollo della Royal Family, non venne organizzata una delegazione ufficiale del governo italiano; dopo la separazione da Carlo, Diana Spencer aveva perduto il titolo di Sua Altezza Reale. Nessun invito formale venne rivolto leader politici e rappresentanti di governi stranieri. Duemila i posti a disposizione presso l’Abbazia di Westminster che vennero occupati dai componenti della Royal Family, della famiglia Spencer e da rappresentanti di associazioni di charity che Lady D sosteneva.

Il ricordo di Maria Pia Ruspoli
“Ho incontrato Carlo e Diana a un ricevimento al circolo della Caccia. Lei era meravigliosa e radiosa in un vestito argentato. Grande allure e carisma. Mi disse sorridendo: Quante mani da stringere. Carlo non emanava lo stesso splendore”. Ilaria Grillini riporta nel suo ultimo libro – Le donne di Carlo (Ed. Rai Libri) – il ricordo della principessa Maria Pia Ruspoli che conobbe i principi di Galles durante le due settimane di permanenza nel nostro Paese nel royal tour 1985. Di diverso avviso fu, nella stessa circostanza, il ricordo di suo marito, il principe Lillio Ruspoli, scomparso tre anni fa: Carlo mi piacque molto e sono sicuro che sarà anche un buon re. Quella sera era perfettamente a suo agio e padrone del suo ruolo. Ricordo ovviamente anche Diana: una bellissima donna, ma, se posso dire, una volta che aveva sposato l’erede al trono, doveva comportarsi secondo il ruolo che ricopriva e invece non lo fece mai”.


