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Costume
Gli animali? Ormai sostituti dei figli. Colpa della crisi e... delle donne
 

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

Da avversari per la conquista di cibo e territorio a veri e propri "sostituti" dei figli. Questa la parabola compiuta dal rapporto tra uomo e animali nel corso dei millenni. Dalla Preistoria a oggi, a riassumere questo rapporto di familiarità sempre più profondo è il sociologo Enrico Finzi, Presidente di AstraRicerche, intervistato da Affaritaliani.it in occasione della presentazione di “100% Naturale”, la nuova campagna di comunicazione di Schesir, marchio che firma gli alimenti naturali per cani e gatti commercializzati dall’italiana Agras Delic

Una volta adottato, l’animale da compagnia diventa un membro della famiglia a tutti gli effetti ed entra a far parte della quotidianità delle persone con un livello di interazione e di coinvolgimento affettivo assai più alto che in passato. Un cambiamento iniziato già a partire dagli Anni Sessanta, quando gli animali di compagnia venivano trattati "quasi come figli". Negli ultimi anni c'è stato un ulteriore ribaltamento del rapporto, basato sull’assistenza psicologica e affettiva che l’animale fornisce all’umano. 

"Oggi proviamo per gli animali un amore che sempre più spesso sostituisce, di fatto, quello dei figli", spiega Finzi. "Da una nostra ricerca emerge che il 68% degli Italiani, inclusi i non possessori di cani e gatti, dichiara di conoscere persone per le quali l'animale domestico è a tutti gli effetti come un familiare e che il 37% conosce persone che vivono sole con uno o più animali che riempiono la loro vita come se fossero esseri umani".

In questo contesto rientra anche l’accresciuta importanza assegnata alla salute, al benessere e all’alimentazione degli animali da compagnia. Secondo dati acquisiti da AstraRicerche, infatti, il 48% dei proprietari di cani e gatti pretende dal pet food le stesse qualità ricercate nel comparto food & beverage riservato agli umani. La scelta del pet food è indirizzata al meglio dal punto di vista organolettico, così da regalare al cane o al gatto la stessa soddisfazione e felicità che ci derivano dalla buona tavola. Allo stesso tempo, il prodotto non solo non deve danneggiare la salute, ma anche contribuire a mantenere il benessere psicofisico; da ciò discende il sì alla naturalità.

Sono tre i fattori che hanno contibuito a questo cambiamento, evidente soprattutto nell'Italia centro-settentrionale, dove i modelli di famiglia sono più evoluti e la crisi economica è meno sentita dai cittadini. "Innanzitutto la crescente solitudine, non intesa in modo coatto come quella degli anzi però - prosegue Finzi -. Si tratta della tendenza crescente a essere single, a vivere relazioni affettive ed erotiche che non si traducono nella creazione di una coppia stabile. A questo si lega il secondo fattore, ovvero la criticità delle donne verso il sesso maschile. Una mancanza di fiducia e un disagio che sempre più frequentemente vengono colmati con l'affetto di un cane o di un gatto".

Terzo ed ultimo fattore, la crisi economica: "Viste le difficoltà, si preferisce non avere figli, sia per pessimismo verso la società attuale, sia perché, a differenza del passato, oggi si ritiene che la vita da single sia meno costosa di quella in coppia". Una nuova visione della singleness, insomma, che si ricollega poi alla solitudine e alla mancanza di rapporti stabili: cardine di questo cambiamento, quindi, diventano gli animali da compagni. Cani e gatti, sopratttutto, ma anche cavalli, se si guarda ai ceti sociali più elevati. 

Se la crisi porta a "risparmiare" sui figli, non diminuiscono invece i consumi dedicati ai pet, anzi. "Il mercato è in fermento - spiega Finzi -.  Crescono le famiglie, anche mononucleari, che dichiarano di avere animali, così come crescono le spese per l'alimentazione, l'igiene e la toelettatura, le spese mediche e gli accessori. C'è perfino chi paga la psicoterapia al proprio cane o gatto".

Sempre per quanto riguarda i consumi, sono costantemente in crescita i locali e gli alberghi pet-friendly: "Anche questo è un segno della sensibilità aumentata verso gli animali, ma soprattutto  dell'interesse economico che ruota attorno al settore. Se non ci fosse una domanda sociale crescente, non nascerebbero certo nuove attività economiche. Penso anche alle catene e ai negozi dedicati agli animali: ormai nelle nostre città si vedono dei veri e propri supermercati dove trivare tutto l'occorente".

NEL VIDEO IN ALTO LA CAMPAGNA "100% NATURALE" - In programmazione a partire da domenica 16 novembre sui circuiti televisivi nazionali per un periodo di 2 settimane, con ripresa a febbraio 2015, e pianificata in contemporanea sulla stampa periodica e online, la nuova campagna di comunicazione per il marchio Schesir riflette fedelmente il ruolo sempre più “umano” rivestito dal cane o dal gatto.

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