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Chi è Gomes Clesio Tavares, l’ex bodyguard di Rita De Crescenzo arrestato insieme a Lavitola per l’attentato a Ranucci

Secondo la Procura avrebbe fatto da tramite tra il presunto mandante e i quattro esecutori materiali

Chi è Gomes Clesio Tavares, l’ex bodyguard di Rita De Crescenzo arrestato insieme a Lavitola per l’attentato a Ranucci

Svolta nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo a Sigfrido Ranucci. Dopo l’arresto di Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista-editore ritenuto dalla Procura il presunto mandante dell’attacco, la misura cautelare in carcere ha raggiunto anche Gomes Clesio Tavares, 47 anni, che si trova attualmente in Africa. È proprio Tavares una delle figure centrali dell’inchiesta. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe avuto un ruolo di intermediario nel progetto dell’attentato dello scorso ottobre davanti all’abitazione di Ranucci, a Pomezia. In particolare, avrebbe fatto da collegamento tra Lavitola e le quattro persone ritenute dalla Procura i presunti esecutori materiali dell’attacco.

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Tavares, originario del Brasile e da anni inserito nell’ambiente campano, è conosciuto soprattutto per il suo rapporto con Valter Lavitola, del quale sarebbe diventato uomo di fiducia e faccendiere. Un rapporto stretto, che lo stesso Lavitola avrebbe descritto in passato come simile a quello tra padre e figlio. Prima di entrare nell’orbita dell’imprenditore, Tavares aveva lavorato come guardia del corpo di personaggi dello spettacolo campano, tra cui il cantante neomelodico Tony Colombo e l’influencer Rita De Crescenzo. Nel tempo avrebbe poi affiancato Lavitola anche in alcune attività e incontri all’estero. Tra questi, quelli legati ai carbon credits in Camerun, dove Tavares si trova attualmente.

È però il suo presunto ruolo nell’attentato a Ranucci ad averlo portato oggi al centro dell’inchiesta. Gli investigatori, attraverso intercettazioni e altri elementi raccolti durante i mesi di indagine, lo avrebbero individuato come possibile collegamento tra Lavitola e gli uomini incaricati di eseguire materialmente l’attacco. Secondo la Procura, Tavares avrebbe inoltre messo a disposizione l’auto della compagna per gli appostamenti effettuati nei pressi dell’abitazione del giornalista. Perquisizioni erano già state eseguite dai carabinieri nella sua abitazione nel Napoletano. Ora, con l’ordinanza del gip di Roma, anche il suo nome entra formalmente nella fase cautelare dell’inchiesta. Tavares, che si trova in Africa, dovrà ora essere raggiunto dalla misura e potrà essere ascoltato dagli inquirenti per chiarire la propria posizione.

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