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Droni-spia sulla casa di Onorato: l’assessore finisce nel mirino, denuncia ai carabinieri

Oggetti volanti non identificati sopra casa Onorato, denuncia e indagini per scoprirne provenienza e scopo. Per ora, molti interrogativi e nessuna risposta.

Droni-spia sulla casa di Onorato: l’assessore finisce nel mirino, denuncia ai carabinieri

Prima e dopo il concerto di Ultimo a Tor Vergata, alcuni droni avrebbero sostato sopra il giardino dell’abitazione dell’assessore capitolino ai Grandi Eventi. Onorato si è rivolto ai carabinieri: ora bisogna capire chi li pilotasse e soprattutto perché.

A Roma ormai i grandi eventi non finiscono quando si spengono le luci del palco. Almeno per Alessandro Onorato, assessore a Turismo, Sport, Moda e Grandi Eventi, che dopo il maxi concerto di Ultimo a Tor Vergata si è ritrovato alle prese con uno spettacolo decisamente meno gradito: droni in volo sopra casa.

Secondo Repubblica, i dispositivi sarebbero comparsi prima e dopo lo show, fermandosi sul giardino dell’abitazione del politico romano. Una presenza abbastanza insistente da convincere Onorato a rivolgersi ai carabinieri e presentare denuncia.

Dal palco al Grande Fratello

La domanda viene quasi da sola: chi c’era dietro quei telecomandi? E cosa cercava? Toccherà agli investigatori stabilire natura e finalità dei sorvoli, evitando naturalmente di trasformare una vicenda ancora tutta da chiarire in una spy story.

Il tempismo, però, non aiuta a liquidare tutto come la bravata di qualche appassionato di riprese aeree. Il concerto-record di Ultimo a Tor Vergata è stato uno degli eventi più imponenti gestiti dall’assessorato, con una gigantesca esposizione pubblica e mediatica.

Un settembre da sorvegliato speciale

Per Onorato, peraltro, settembre aveva già riservato una sorpresa poco piacevole. Pochi giorni fa l’assessore aveva raccontato di aver scoperto accessi illegali a dati che lo riguardavano nell’ambito del caso Striano. Non esiste, al momento, alcun elemento che consenta di collegare le due vicende.

Ora la parola passa ai carabinieri. Roma voleva diventare la capitale dei grandi eventi. Nessuno aveva specificato che nel cartellone dovesse finire anche “Chi ha visto il drone?”.

Foto realizzata con AI