La Procura di Roma ha avanzato richieste di pena pesantissime, che superano complessivamente i 70 anni di carcere, nei confronti di cinque giovani poco più che maggiorenni finiti a giudizio con il rito abbreviato. La stangata formulata dal sostituto procuratore Claudio Santangelo vede al centro dell’impianto accusatorio Mirko Mezzaroma, noto negli ambienti con lo pseudonimo di Mirketto, Conde Naini e Riccardo Porco, soprannominato Spongebob.
Per ognuno dei tre la richiesta della pubblica accusa è di ben 20 anni di reclusione, mentre per altri due sodali le richieste si attestano rispettivamente a otto e cinque anni. I capi d’imputazione contestati a vario titolo dalla Direzione Distrettuale Antimafia comprendono reati gravissimi come sequestro di persona, tortura, estorsione, lesioni e persino danneggiamento mediante l’uso di materiale esplosivo, in un quadro di condotte criminali andate in scena tra gennaio e giugno 2025. La posizione dei componenti ancora minorenni al momento dei fatti è invece al vaglio della magistratura specializzata per i minorenni.
Il garage degli orrori e i video nei telefoni
Le indagini condotte dai Carabinieri della stazione Bravetta e coordinate dai magistrati Carlo Villani e Claudio Santangelo hanno portato alla luce un vero e proprio garage degli orrori nel quartiere di Primavalle. I coetanei finiti nel mirino della banda venivano immobilizzati, legati alle sedie e sottoposti a continui pestaggi con batoste, mazze e persino getti di acqua bollente direttamente sul corpo per costringerli a saldare i presunti debiti maturati.
Le prove decisive sono arrivate dalle intercettazioni e dai video rintracciati dagli investigatori all’interno degli stessi telefoni cellulari degli imputati, dov’erano nitidamente documentate le urla di disperazione e le violenze commesse per somme che variavano da 2mila euro fino a picchi di 37mila euro, pretesi anche attraverso la cessione coatta delle automobili di famiglia delle vittime.
Salto di qualità criminale e la difesa in aula
A testimoniare la spregiudicatezza del gruppo criminale c’è anche l’episodio del posizionamento di una bomba carta esplosa di notte all’ingresso di un complesso residenziale pubblico, un gesto intimidatorio sfacciato che ha provocato ingenti danni alla struttura. Nell’ultima udienza tenutasi a piazzale Clodio, i legali difensori dei giovani hanno contestato duramente l’impostazione accusatoria della Procura, definendo sproporzionata la contestazione del sequestro di persona a scopo di estorsione. La decisione dei giudici con la pronuncia della sentenza finale potrebbe giungere già entro la fine del mese di ottobre.


