Violentata prima di essere uccisa. Questa la triste fine della 12enne trovata senza vita in un centro terapeutico francese. Per gli inquirenti l’assassino è uno dei suo compagni.
In questo tipo di centri la violenza purtroppo è comune. La violenza è insita nella gestione degli adolescenti difficili, spiegano dall’istituto di recupero, “ma mai fino a questo punto”. Nel centro Campestre, nel cuore di un parco di 22 ettari, una cinquantina di giovani con problemi vai vengono aiutati e assistiti per poter riprendere un percorso e una vita “normali”. Ma non sempre il percorso di recupero funziona.
LA STORIA – Il cadavere della giovane è stato ritrovato nel centro terapeutico di Lodève dopo qualche ora dalla scomparsa. La polizia ha fermato un ragazzo di 16 anni. Anche lui vive in quel centro terapeutico del sud della Francia.
“Non escludiamo nessuna ipotesi“, ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Montpellier. “Abbiamo la certezza che si tratta di un omicidio. Sul corpo dell’adolescente ci sono evidenti segni di violenza”. L’assassino non è stato ancora scoperto ma intanto il 16enne è stato interrogato dagli inquirenti. Il ragazzino nega di essere implicato nella tragedia. Ma secondo fonti vicine all’inchiesta sarebbe stato avvistato proprio venerdì, poche ore prima della scomparsa della 12enne, in compagnia della vittima. Secondo il procuratore, il ragazzino ha un comportamente che “appare equivoco, ma nega nella maniera più assoluta di essere implicato nella morte della ragazzina”. I risultati dell’autopsia hanno confermato che c’è stata violenza. Il cadavere presenta segni di asfissia compatibili con l’ipotesi che la giovane sia stata strangolata.
Il corpo della giovane è stato ritrovato nascosto sotto dei vestiti in un locale del centro utilizzato come dispensa. La sua sparizione era stata segnalata alle autorità alle 13 dello stesso venerdì dalla direttrice del centro. La vittima è stata vista per l’ultima volta mentre usciva da uno degli edifici del centro, diretta verso la sua stanza. La polizia si è subito premurata nelle ricerche, passando a setaccio l’intera zona. Per ore, nonostante l’utilizzo dei cani e di un elicottero, nessun risultato. Poi, nella tarda serata, la scoperta del cadavere.
La ragazzina viveva da circa due anni nel centro di rieducazione terapeutica per adolescenti, un istituto terapeutico e pedagogico, che accoglie all’interno di un vasto parco di 22 ettari di terreno, circa 50 tra bambini e adolescenti tra i 6 e i 18 anni. Dal suo arrivo, la piccola non si era mai fatta notare per comportamenti scorretti. Anche per questo il giallo sembra ancora più intricato. Ma forse qualche conoscenza sbagliata o pericolosa durante la sua permanenza al centro la giovane vittima l’aveva fatta. Una conoscenza che le è stata fatale.

