Valter Lavitola rimane in carcere dopo aver ammesso davanti al giudice di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Il gip di Roma ha respinto l’istanza presentata dalla difesa.
Sergio Cola aveva chiesto una misura meno afflittiva dopo l’interrogatorio di garanzia
Valter Lavitola resta in carcere. Il gip di Roma ha respinto l’istanza con cui il suo difensore, l’avvocato Sergio Cola, aveva chiesto la concessione degli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia.
La richiesta era arrivata dopo l’ammissione resa da Lavitola davanti al giudice. Durante l’interrogatorio il detenuto ha riconosciuto di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, confermando su questo punto l’accusa formulata dagli inquirenti. Cola aveva quindi sollecitato un’attenuazione della misura cautelare, chiedendo che il suo assistito potesse lasciare il carcere e proseguire la detenzione ai domiciliari. Il gip ha respinto l’istanza e Lavitola rimane detenuto.
Anche i pm della Procura di Roma, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, avevano espresso parere negativo sulla richiesta della difesa. La misura cautelare in carcere resta quindi invariata.

