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Cronache

La polizia del Bangladesh è dovuta ricorrere a gas lacrimogeni e proiettili in gomma per disperdere una violenta protesta di operai del settore tessile a Gazipur, citta'-satellite a nord di Dacca. Centinaia di lavoratori erano scesi in piazza per reclamare l'arresto e addirittura la messa a morte dei proprietari dei laboratori ospitati nell'edificio di otto piani, crollato mercoledi' nel vicino sobborgo di Savar per l'inosservanza delle misure di sicurezza: la sciagura ha provocato la morte di almeno 272 loro colleghi e il ferimento di piu' di altri mille.

I dimostranti, molti dei quali armati di spranghe e bastoni, hanno preso d'assalto le fabbriche, imponendone la chiusura, hanno devastato i veicoli in sosta, occupato le strade lungo le quali hanno dato alle fiamme pneumatici e hanno cercato d'incendiare negozi e bancarelle. Rivolte sono state segnalate anche in altre localita' intorno alla capitale. Sui muri del palazzo accartocciatosi su se stesso martedi' sera erano comparse profonde crepe: dapprima i circa 3.000 dipendenti erano stati fatti allontanare, ma poco dopo era giunto loro l'ordine di tornare ai propri posti, ponendo cosi' le premesse per la successiva strage.

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