e omicidio. Un caso simile nello stesso edificio
La conferma che la pista degli abusi sessuali su una bambina di 6 anni, morta il 24 giugno scorso nel parco Verde di Caivano, rione popolare alle porte di Napoli dove degrado e spaccio di droga sono sotto gli occhi di tutti, arriva con il deposito della perizia dell’anatomopatologo. Il fascicolo per omicidio volontario aperto dalla procura di Napoli Nord su Fortuna Loffredo si arricchisce di un’altra ipotesi di reato, violenza sessuale su minore, e il pm Federico Bisceglia e l’aggiunto Francesco Greco, che coordinano le indagini dei carabinieri, non escludono la pista di un giro di pedofili. Coperti, dice la mamma di Fortuna, Domenica Guardati, 26 anni, da qualcuno del palazzo. “Voglio giustizia – dice – se non me la danno, me la faccio da me”. “Dopo i funerali sono rimasta sola. Nel palazzo, se mi incontrano salutano, ma non si fermano a chiacchierare. Ma io dico, se avete visto, parlate, perche’ potrebbe toccare a vostra figlia. Dovete combattere per questo”, e’ il suo appello.
Mimma, come la chiamano tutti, ha anche un sospetto, “ma non ho prove. Chicca (questo l’appellativo che in famiglia davano a Fortuna, ndr.) e’ morta a mezzogiorno, quando tutti salgono e scendono le scale per preparare il pranzo e chiamare i bambini. Non voglio credere che nessuno ha visto”. Il caso di Fortuna incrocia quello di Antonio Giglio, 3 anni, morto cadendo dal balcone del suo appartamento, un anno prima di lei. Perche’ i due bambini abitavano nella stessa palazzina di 8 piani, 31 famiglie in tutto; perche’ la bambina aveva una amichetta del cuore, Doriana, sorellina di Antonio; perche’ anche di Fortuna si era detto in un primo momento che era caduta dal balcone; e perche’ la piccola proprio a casa di Doriana era andata poco prima di morire. Mimma si tormenta, la probabile violenza sessuale e’ un peso in piu’.
“E’ come se me l’avessero uccisa due volte – spiega – gia’ accettare la sua morte e’ stato difficile. Ma se e’ vero, non credo subisse da tempo. Con me parlava, e poi era stata male e l’aveva vista anche la pediatra per una allergia ai genitali. Nemmeno lei mi ha segnalato nulla. Era bella e sembrava piu’ grande…avra’ fatto invidia”. Di certo la giovane madre, rimasta con Giovanni, 9 anni, e Alessio, 4 anni, non ha mai creduto a una caduta accidentale di Chicca. “Quando e’ morto Antonio, era con me, e da allora stava attenta”, dice. E sottolinea come proprio la madre di Antonio e Dorina abbia cambiato piu’ volte versione su quanto accaduto quel giorno: “prima ha detto che Chicca non era entrata in casa perche’ lei stava lavando il pavimento, poi che era entrata ma che era rimasta un po’ sul divano andando via perche’ le facevano male le scarpe nuove. Non e’ vero, le portava ormai da tre giorni senza un lamento”. “Chicca non me la ridara’ nessuno indietro – conclude – ma io voglio giustizia”.
