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Cronache
Caos cimiteri romani: Ama minaccia, Codici reagisce. Pronta azione collettiva

Non si fermano le proteste per il caos nei cimiteri romani, e più di qualcuno chiama in causa la Procura di Roma. Ma a sentire Ama i ritardi nelle cremazioni e nelle sepolture non ci sono. Tant'è che due giorni fa la municipalizzata elencava quanto avrebbe fatto per risolvere la situazione e addirittura minacciava azioni legali nelle sedi opportune nei confronti di chi la criticasse. Reazione che non fa recedere Codici dai suoi propositi. Dopo aver presentato un esposto alla Procura, l’associazione ha deciso di avviare un’azione collettiva di responsabilità nei confronti dei singoli funzionari di Ama per il caos sepolture scoppiato a Roma.

“Di fronte ai ritardi ed ai disservizi nei cimiteri – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, davanti allo strazio dei familiari che aspettano da mesi di poter dare l’ultimo saluto ai propri cari, dobbiamo sorbirci le minacce di Ama, che in una nota annuncia possibili azioni per il reato di procurato allarme. Semplicemente assurdo e inqualificabile. L’azienda farebbe meglio a risparmiarci questi tentativi intimidatori. I numeri che elenca per discolparsi stridono con una realtà che dice ben altro, come dimostrano le segnalazioni e gli appelli dei cittadini. Guarda caso proprio ora che il caos sepolture è finito su tutti i giornali – prosegue Giacomelli –, il sindaco Virginia Raggi convoca Ama e, come al solito, si cerca di correre ai ripari. Ci dispiace, il tempo è scaduto. Bisognava intervenire prima, non si doveva arrivare a questo punto e per favore lasciamo perdere l’emergenza Covid19. Nessuno vuole ignorare le conseguenze della pandemia, ma con altrettanta onestà bisognerebbe riconoscere che quello dei cimiteri è un problema che si trascina ormai da anni, troppi anni. I progetti per costruirne di nuovi e per realizzare altri forni crematori sono rimasti su carta e queste sono le conseguenze, con tempi di attesa lunghissimi, sorvolando poi sulle condizioni di alcune strutture. È per tutti questi motivi che, dopo aver presentato l’esposto alla Procura, abbiamo deciso di promuovere un’azione collettiva. Riteniamo che quanto successo non possa essere archiviato come un incidente di percorso – conclude Giacomelli –, come una semplice conseguenza della pandemia o, come vorrebbe far credere Ama, come una cospirazione ai suoi danni. Chi ha sbagliato deve pagare, perché è stato inferto ulteriore dolore a tante persone già profondamente provate”.

I familiari alle prese con i ritardi nella sepoltura dei propri cari interessati a partecipare all’azione collettiva, finalizzata all’ottenimento di un giusto e doveroso risarcimento per i patimenti subiti e per l’offesa al decoro del defunto, possono mettersi in contatto con l’associazione Codici telefonando al numero 06.55.71.996 oppure scrivendo all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.org.

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