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Caso ricina, perché le piante trovate vicino alle scuole sono importanti per gli inquirenti

Piante di ricino segnalate vicino ad alcune scuole già controllate dagli investigatori. Fotografate dalla polizia, ma nessun sequestro

Caso ricina, perché le piante trovate vicino alle scuole sono importanti per gli inquirenti

Le piante di ricino individuate nei pressi di alcune scuole molisane sono state documentate dalla polizia nell’ambito degli accertamenti sul caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte per avvelenamento da ricina. La loro presenza, però, non dimostra alcun collegamento con il duplice decesso. Gli agenti hanno effettuato ricognizioni e fotografie ma, nel caso di Casacalenda, non hanno sequestrato le piante.

Avvelenate ricina, perché gli investigatori stanno controllando le piante

Le segnalazioni sono aumentate dopo che il caso di Pietracatella è tornato al centro dell’attenzione. Il 20 ottobre ANSA ha riferito che cittadini hanno indicato alle forze dell’ordine la presenza di piante di ricino in più località del Molise e anche in Campania. A Casacalenda la Squadra Mobile ha verificato alcuni esemplari segnalati vicino a un istituto scolastico. Gli agenti hanno fotografato le piante e redatto un verbale, ma non hanno effettuato sequestri. Altri controlli erano già stati segnalati nella zona di Riccia e a Castelpagano, in Campania.

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Gli accertamenti servono soprattutto a documentare la distribuzione della pianta sul territorio e a verificare se possa emergere qualche elemento utile alle indagini.

Avvelenate Pietracatella, la scuola era già stata controllata per i computer

L’interesse per la zona di Casacalenda nasce anche da un altro filone dell’inchiesta. La scuola vicina agli esemplari era già stata interessata dagli accertamenti informatici sulle ricerche online dedicate alla ricina. Nell’istituto insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. Anche altri istituti a Riccia sono stati controllati nei giorni precedenti.

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Gli investigatori stanno cercando di stabilire da quali computer o reti siano state effettuate determinate ricerche sul veleno nei mesi precedenti alla morte di Antonella e Sara. La coincidenza geografica tra scuole controllate e presenza di piante ha quindi spinto a ulteriori verifiche, ma non permette di collegare automaticamente i due elementi.

Avvelenate Pietracatella, perché trovare il ricino non basta

La ricina è una sostanza tossica contenuta nei semi della pianta Ricinus communis, ma la presenza di un esemplare sul territorio non prova che i suoi semi siano stati raccolti né che da quella specifica pianta sia stata ricavata la sostanza utilizzata per l’avvelenamento. Il ricino può inoltre crescere spontaneamente in diverse zone d’Italia.

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Per trasformare il ritrovamento in un elemento investigativo significativo servirebbero riscontri ulteriori, come analisi, collegamenti temporali e prove in grado di ricostruire raccolta, lavorazione e utilizzo. RaiNews precisa che al momento non è stato accertato alcun legame tra gli esemplari individuati e il duplice avvelenamento. Le piante vengono quindi controllate perché potenzialmente pertinenti all’inchiesta, non perché siano già state identificate come la fonte della ricina.

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