Gli investigatori cercano di capire chi abbia effettuato, mesi prima delle morti di madre e figlia di Pietracatella, ricerche online sulla ricina e sull’avvelenamento. Se quelle navigazioni venissero attribuite con certezza a una persona collegata alle vittime, potrebbero fornire un elemento rilevante per ricostruire preparazione e intenzionalità. Oggi, 15 ottobre, Squadra Mobile e Sco stanno effettuando la terza di quattro perquisizioni informatiche nelle scuole coinvolte negli accertamenti. Al liceo Classico Mario Pagano di Campobasso sono sotto esame 63 computer.
Ricina a Pietracatella, cosa stanno cercando nei computer delle scuole
La polizia sta cercando tracce digitali riconducibili a ricerche sulla ricina e sui veleni nei sistemi informatici di quattro istituti tra Riccia, Campobasso e Casacalenda. Le operazioni sono iniziate il 13 ottobre all’Istituto Agrario di Riccia. In quel caso non è stato necessario sequestrare decine di computer: gli investigatori hanno acquisito i dati del server centrale che registra le connessioni della scuola. Lo stesso è avvenuto il giorno successivo al liceo Scientifico di Riccia.
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Oggi le verifiche si sono spostate al liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno da Sara Di Vita e dalla sorella Alice. Venerdì è previsto l’ultimo accertamento al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda. Gli specialisti possono analizzare cronologie di navigazione, file, dati temporanei dei browser e informazioni conservate sui server per verificare quando sia stata effettuata una determinata ricerca e, dove possibile, ricostruire l’utente o il dispositivo utilizzato.
Ricina, le ricerche iniziate mesi prima delle morti
Il filone informatico nasce da una serie di contenuti individuati online dagli investigatori. ANSA aveva riferito già a maggio di decine di conversazioni pubblicate per mesi su diversi forum, con due nickname ricorrenti che chiedevano informazioni sulla ricina, sull’acquisto di semi di ricino e sulle conseguenze di un avvelenamento. Le prime tracce risalirebbero all’estate 2025, quindi diversi mesi prima della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara.
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Gli accertamenti riguardano anche Reddit. RaiNews riferisce che gli inquirenti stanno approfondendo post e discussioni sulla sostanza e che per il filone delle ricerche online è stato chiesto anche il supporto dell’Fbi. La sequenza temporale rende queste navigazioni particolarmente rilevanti. Gli esami medico-legali hanno già confermato che Antonella e Sara sono morte a causa di un’intossicazione da ricina, ma la sola presenza della sostanza non permette di stabilire chi l’abbia introdotta né come sia arrivata alle vittime.
Ricina, perché trovare l’autore delle ricerche potrebbe cambiare l’indagine
Una ricerca sul web, da sola, non dimostra la responsabilità di un omicidio. Diventerebbe però molto più significativa se tempi, account, connessioni e dispositivo permettessero di collegarla a una persona e se quel dato trovasse riscontro negli altri elementi raccolti dalla Procura. Gli investigatori cercano quindi una corrispondenza tra il materiale digitale e quanto già emerso da testimonianze, perquisizioni, dispositivi sequestrati e analisi scientifiche.
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Su questo aspetto è necessaria cautela. Il 2 ottobre la procuratrice di Larino Elvira Antonelli aveva smentito le indiscrezioni secondo cui fosse già stato individuato un computer o un indirizzo IP dal quale sarebbero partite le ricerche. “Smentisco”, aveva precisato il magistrato. Anche il capo della Squadra Mobile Marco Graziano aveva negato l’esistenza di un’identificazione già acquisita.
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Le perquisizioni di questi giorni servono proprio a verificare se quelle tracce esistano e possano essere attribuite. Finché l’analisi dei dati non sarà completata, non c’è una prova che le ricerche siano partite da uno dei computer controllati nelle scuole. La Procura continua intanto a lavorare sull’ipotesi di un avvelenamento volontario. La procuratrice Antonelli ha definito quella accidentale “francamente, la più improbabile”.
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