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Cronache
Chiese vuote, crollo della fede alle stelle. La mazzata più grande? Il Covid

Chiese vuote in Italia: crisi radicale della pratica religiosa cattolica

Tempi bui per la Chiesa cattolica, nonostante le politiche di rinnovamento degli ultimi anni che non sono servite a un bel niente in Occidente e in Italia. Da una recente indagine Istat risulta che dal 2001 al 2019 i praticanti regolari siano diminuiti quasi di un terzo e in tre anni, nel periodo intorno al Covid, tra il 2019 e il 2022, scesi del 25%. Lo studio, analizzato dalla rivista dehoniana SettimanaNews che si interroga sulla crisi profonda della religiosità cattolica, restituisce uno spaccato preoccupante dell’evoluzione sociale.

Un’accelerazione questa degli anni del Covid dovuta probabilmente anche alla chiusura, per motivi sanitari, dei luoghi di culto durante le fasi più concitate della pandemia. Le chiese chiuse, l’assenza di messe, il divieto di ritiri e pellegrinaggi sembra aver forzato una tendenza già esplicita ma che ha tolto quella funzione di speranza che la Chiesa ha nei momenti bui. Il calo negli anni post-Covid è manifesto non solo in Italia, ma coinvolge tutti i paesi Occidentali, scrivono sulla rivista, che cita uno studio di The Wall Street Journal. 

Un trend verso il basso che prosegue e che vede negli altri Paesi solo una popolazione minima frequentare la Chiesa come modello per esercitare la Fede, dal 3 al 7-8%.

A nostro parere l’avanzata devastante delle nuove tecnologie, l’assenza sempre maggiore di esperienze di comunità collettive (minimali nel nostro modello di società), un vissuto iper individualista focalizzato sulla carriera e il denaro dei modelli consumistici, la mancanza di figure carismatiche nell’attuale storia della Chiesa costituiscono un coacervo potente che conduce sempre più fedeli ad abbandonare i luoghi di culto.

Il processo di radicale secolarizzazione prende forma in modo brutale soprattutto tra gli adolescenti, passati dal 37% del 2001 al 20% del 2019 e al 12% del 2022. Non va meglio per i 18-19enni, erano il 23% nel 2001, sono arrivati all’11% nel 2019 e all’8% nel 2022. L’avanzamento tecnologico coincide con una società sempre più individualistica o fatta di monadi che vede una riduzione del 50% dei praticanti assidui tra le persone adulte e mature e del 30-40% tra la popolazione anziana.

Leggi anche: Papa Francesco giunge a Fatima: "La Chiesa non ha porte, è aperta a tutti"

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