Ripreso a Grosseto il processo per il naufragio della Costa Concordia. Ascoltati 1.040 testimoni per ricostruire quello che accadde nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012, quando la Costa Concordia naufragò. L’unico imputato rimane il comandante Francesco Schettino, anche oggi presente all’udienza. Il primo teste a deporre è Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta, capo guardia della nave al momento del naufragio: “Giocavamo alla playstation mentre avvertimmo una sbandata della nave a dritta, poi a sinistra. Caddero materiali, la sensazione era di aver preso una secca o di aver fatto una collisione”. Leggi le testimonianze
La moldava Domnica Cemortan, invece, passeggera della nave che era nella sala comando assieme al comandante la sera del 13 gennaio 2012, ha fatto sapere che non potrà essere presente all’udienza, ufficialmente a causa dei problemi di salute di suo figlio.
LE TESTIMONIANZE
Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta: “Giocavamo alla playstation mentre avvertimmo una sbandata della nave a dritta, poi a sinistra. Caddero materiali, la sensazione era di aver preso una secca o di aver fatto una collisione. Fu questa l’impressione che ebbi all’istante”. E poi: “Schettino voleva fare il passaggio ravvicinato al Giglio già la settimana prima. Ma non fu possibile perchè non c’erano le condizioni adatte, c’era troppo mare e l’idea fu abbandonata”.
“Alle 21.30 non ero in servizio – dice – ero al ponte 5, nella cabina di Simone Canessa, giocavamo alla play station. Ricordo una prima sbandata a sinistra, quindi pensai che avevano messo un timone di troppo”. In un video, proiettato in aula, Iaccarino ha ripercorso con gli inquirenti i suoi movimenti la sera del naufragio: “ci fu una vibrazione pazzesca e oggetti che cadevano a terra – ha raccontato l’ufficiale mentre percorreva le varie parti della nave – andai nella plancia di comando e vidi il Gps che faceva nove nodi. Eravamo passati da sedici nodi a nove. Ho buttato lo sguardo alla carta nautica e vidi che eravamo su un fondale di 70 metri nei pressi degli scogli. Il Giglio mi sembrava piu’ vicina di adesso. Ho guardato questo pannello – ha aggiunto l’ufficiale mentre nelle immagini indica uno strumento che dava l’allarme – c’erano tutte croci rosse. Tutte le luci erano rosse. Poi ho visto il comandante che si è messo le mani ai capelli ed ha pronunciato la frase ‘ho fatto un guaio’. Poi sono andato velocemente al ponte zero ed ho visto che l’acqua saliva velocemente”. La proiezione del video in aula è stata criticata da un legale di parte civile perché il filmato non rappresenta l’incidente probatorio.
LA ROTTA – “La rotta che passava per il Giglio non era stata comunicata ne’ alla Capitaneria ne’ alla compagnia. Cosi’ Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta della Costa Concordia, racconta i fatti del 13 gennaio 2012. “Decidemmo di passare al Giglio a mezzo miglio e che avremmo dovuto chiamare il comandante sei miglia prima di farlo. Non ho sentito alcun allarme falla”.
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