Coronavirus, il frate che “passa” il telefono ai defunti. L’ultimo disperato saluto
L’emergenza Coronavirus non accenna a fermarsi. L’Italia vive un momento drammatico e in particolare la Lombardia e fa impressione la situazione di Bergamo, dove gli ospedali sono pieni e non hanno più posti, i morti sono in continuo aumento e non c’è neanche la possibilità di seppellirli. Allora i parenti che non vedono più i loro cari dopo l’ingresso in ospedale e ricevono solo l’annuncio della morte del congiunto non sanno come dare l’ultimo saluto e lo fanno tramite un frate. “I familiari dei defunti mi chiamano, io metto il cellulare sulle salme e preghiamo insieme”. Frate Aquilino Apassiti, 84 anni, missionario cappuccino nei posti più impervi, da sei anni è il custode della cappella dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, travolto dai contagi. Ha un tumore al pancreas, eppure il suo pensiero è fisso per le vittime del virus e i familiari, che non possono nemmeno dare l’ultimo saluto ai propri cari.

