Coronavirus. Il processo di Rigopiano potrebbe essere rimandato anni - Affaritaliani.it

Cronache

Coronavirus. Il processo di Rigopiano potrebbe essere rimandato anni

di Daniele Rosa

A colloquio con l’avv.Romolo Reboa, difensore di parte delle vittime

Era chiaro a tutti che la pandemia da Coronavirus avrebbe impattato pesantemente anche nelle aule dei tribunali. Giustizia che in Italia non ha mai brillato per velocità e che adesso si trova in condizioni di grande disagio.

Un esempio fra i tanti è quello che riguarda il processo per la tragedia di Rigopiano. La valanga  che, il 18 gennaio 2017, ha travolto l’hotel Rigopiano facendo molte vittime.

L’avv. Romolo Reboa, che insieme ai colleghi del Reboa Law Firm, assiste quattro famiglie delle vittime, ha intuito che difficilmente il processo si potrà tenere il 10 Luglio 2020, data di un ulteriore rinvio del 27 marzo.

Troppo piccoli gli spazi per l’unica aula di grandi dimensioni presente all’interno del Tribunale di Pescara, che già non riesce a contenere tutte le parti ed i loro difensori in situazioni di normalità, totalmente inadeguata di fronte all’esigenza di rispettare le distanze sociali.

Coronavirus.Rigopiano un processo che potrebbe durare anni

Così l’avv. Romolo Reboa, ha scritto una lunga lettera al presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, per sollecitare un’esame congiunto tra pubbliche autorità del problema, suggerendo anche la soluzione.

Dopo aver ricordato che un processo giusto e rapido non è l’aspettativa solo delle famiglie delle vittime che chiedono alla Magistratura di punire i colpevoli delle morti dei loro cari, ma è un diritto primario dell’imputato, ha anche prospettato soluzioni.

A Pescara-ha suggerito l’avvocato-esistono ben tre strutture di proprietà e disponibilità del Comune di Pescara, ovvero i palazzetti dello sport PalaElettra 2, Pala Giovanni Paolo II e Fausto Scorrano, uno dei quali potrebbe essere tempestivamente attrezzato ad aula per il processo, come è avvenuto a Grosseto per il processo per i fatti della Costa Concordia, celebrato in un cinema.

La lettera ha trovato subito eco sia nelle televisioni abruzzesi che nella stampa nazionale ed ha fatto anche emergere un fatto sinora non conosciuto dai molti avvocati non pescaresi difensori nel processo Rigopiano. Esiste all’interno del Tribunale di Pescara un’aula magna, intestata ad Emilio Alessandrini, un magistrato abruzzese, nato nel 1942 a Penne ed assassinato a Milano nel 1979, da un commando del gruppo terroristico Prima Linea, in quelli che erano i cosiddetti anni di piombo.

L’ultima volta in cui questa aula è stata utilizzata fu il 30 Ottobre 2017 per la Giornata Europea della Giustizia Civile, alla presenza del presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, e dell’ex sindaco PD, avv. Marco Alessandrini, figlio del valoro Magistrato cui la stessa è intitolata.

Questa aula potrebbe essere la sede stabile del Processo Rigopiano. Sarebbe stato un onore per tutti noi avvocati discutere in un’aula intitolata ad un uomo di così grande valore, caduto per difendere la giustizia’.

‘Quello che è certo-ha concluso l’avvocato-è che, se non si vuole rinviare il processo a Luglio 2020 e non si vuole che esso duri anni, si deve trovare una sede ad hoc, ove possano entrare in sicurezza tutti coloro che ne hanno diritto e dove i rinvii possano essere fatti anche al giorno successivo senza ostacolare gli altri processi’.