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Coronavirus,tempi duri per i malviventi. La camorra trasloca su Telegram

Un pm che indaga sui camorristi: “Dopo la quarantena usciranno dalla tana come lupi affamati”

Coronavirus, tempi duri per i malviventi. La camorra trasloca su Telegram

L’emergenza Coronavirus non porta con sè solo brutte notizia. Con l’entrata in vigore del decreto che costringe gli italiani a casa, sono calati fino all’80% molti reati. Dalle rapine, ai furti alle estorsioni. Fino anche allo spaccio di droga. E così aanche i camorristi devono lasciare le proprie piazze di spaccio – come scrive il Fatto Quotidiano – e spostarsi sui social, in particolare su Telegram, dove è più difficile intercettare l’utenza. Vengono creati così dei canali ad hoc, con nomi generici come avviene a Napoli, dal nome di un calciatore ad un neo melodico ad uno slogan della curva del San Paolo. “Il venditore – spiega al Fatto un carabiniere – è un gregario del clan, che si assume il rischio di uscire con quantitativi di droga ben superiori alle dosi consuete, perchè anche i tossicodipendenti sono in crisi e chiedono il doppio e il triplo delle dosi”. I camorristi – spiega un pm che indaga sui clan – stanno provando a reinventare un business nelle mascherine e nei gel disinfettanti. Temo che quando la quarantena finirà i camorristi usciranno dalle loro tane affamati come lupi”.