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Covid, altro che vaccini. Test di massa alla Johns Hopkins sulla plasmaterapia

La plasmaterapia a livello ambulatoriale per guarire e prevenire l’infezione. Avviate due sperimentazioni negli Usa. I vaccini? Restano un’incognita…

Covid, altro che vaccini. Test di massa alla Johns Hopkins sulla plasmaterapia

Ricordate la cura del Covid con la plasmaterapia? Quella utilizzata da Giuseppe De Donno e Cesare Perotti, rispettivamente direttore di Pneumologia e Terapia intensiva del Carlo Poma di Mantova e direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del policlinico San Matteo di Pavia, che tanto clamore fece mesi fa?

In queste ore la Johns Hopkins University, in collaborazione con i siti che negli Stati Uniti si occupano della sperimentazione della plasmaterapia o plasma immune, ha dato il via a due nuovi sperimentazioni sul trattamento e la prevenzione del Covid-19, reclutando persone su cui verificare i trattamenti.

L’obiettivo è capire se gli anticorpi contenuti nel plasma delle persone che sono guarite dal Covid-19 possano aiutare le persone che sono state recentemente esposte o a cui è stato recentemente diagnosticato il Covid avendo però sintomi, ed evitare che si ammalino in modo grave. Il plasma è quella parte di cellule del sangue dei soggetti guariti da Covid-19 che contiene anticorpi che possono neutralizzante la diffusione dell’infezione nelle altre cellule del paziente.

 

In una sua nota la Johns Hopkins University spiega anche sono in corso altri studi sugli anticorpi che perseguono l’obiettivo di esaminare l’efficacia del plasma per le persone che hanno avuto bisogno di ricovero. Queste due ultime sperimentazioni cercheranno di capire se è utile somministrare anticorpi alle persone nelle prime fasi della malattia, come terapia ambulatoriale, se sia efficace nel trattamento del Coronavirus in stadio iniziale e nel prevenire l’insorgenza della malattia anche in coloro che vi sono esposti, al fine di evitare che contraggano Il Covid.

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Per il Johns Hopkins University è il primo studio clinico multicentrico, in doppio cieco (cioè a un numero X di persone viene somministrato il plasma e ad un numero Y il placebo), randomizzato degli Stati Uniti per valutare l’efficacia del plasma sanguigno convalescente come terapia ambulatoriale. Se questa opzione fosse ritenuta efficace sarebbe una delle strade a basso costo per il trattamento e/o la prevenzione della malattia da Coronavirus in tutto il mondo, da preferire ai vaccini, che potrebbero risultare troppo costosi per alcune popolazioni e Paesi. In più le tempistiche di sperimentazione dei vaccini restano lunghe, richiedono anni di verifiche per validarne gli standard l’efficacia e gli standard di sicurezza.

 

La plasmaterapia a livello ambulatoriale. Una strada per curare il Covid

L’ipotesi su cui stanno lavorando gli americani è la somministrazione della plasmaterapia a livello ambulatoriale.

Gli statunitensi possono partecipare alle sperimentazioni della Johns Hopkins telefonando al numero dell’istituto o lasciando i propri dati on line all’università.

Come raccontammo nell’aprile scorso, visti i notevoli risultati di De Donno e Perotti (i due ospedali che adottarono la terapia in quel momento non avevano decessi), la sieroterapia è una cura moderna utilizzata fin dal 1880, grazie al poi premio Nobel Emil Von Behring ed è una terapia d’emergenza dimostratasi efficace col Covid come con altri virus.

E non è utilizzata solo da questi due italiani che in proposito hanno depositato una pubblicazione scientifica e creato una particolare versione, il cosiddetto plasma iperimmune, ma anche da americani e cinesi.

In Italia dopo la scoperta dei due medici il Ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e l’Aifa hanno dato il via allo studio Tsunami (acronimo di TranSfUsion of coNvalescent plAsma for the tratment of severe pneuMonIa due to SARS-CoV-2), per verificare l’efficacia della terapia con il plasma.