Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Coronavirus » Variante Coronavirus,in Italia sbarcati in un giorno 2500 passeggeri da Londra

Variante Coronavirus,in Italia sbarcati in un giorno 2500 passeggeri da Londra

Solo nella giornata di ieri, i voli provenienti dal Regno Unito sono stati 25. Ora è arrivato lo stop. Ma in precedenza i controlli sono stati blandi

Variante Coronavirus,in Italia sbarcati in un giorno 2500 passeggeri da Londra
aereoporto fiumicino

Variante Coronavirus,in Italia sbarcati in un giorno 2500 passeggeri da Londra

L’emergenza Coronavirus non finisce mai. Ora a preoccupare è la variante, riscontrata in Gran Bretagna. La malattia sembra essere più contagiosa e c’è già anche un caso accertato in Italia. E’ una corsa contro il tempo per intercettare i possibili turisti giunti dal Regno Unito per trascorrere le vacanze con parenti e amici. Roma e Londra – si legge sul Corriere della Sera – nelle prossime ore dovranno decidere cosa fare con i connazionali bloccati all’estero, se cioè organizzare dei collegamenti speciali di rimpatrio, come avvenuto durante la prima ondata, oppure no. Con una nota l’Enac “invita i passeggeri con voli prenotati da e per Regno Unito e Irlanda del Nord a contattare la propria compagnia aerea”. L’ordinanza non solo ferma i voli tra i due Paesi, ma vieta anche l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni è transitato da quelle parti. E chi si trova già qui ed è arrivato da quel territorio meno di due settimane fa “è tenuto a sottoporsi a tampone antigenico o molecolare contattando i dipartimenti di prevenzione”.

Stando all’analisi del Corriere sui movimenti in ventuno aeroporti italiani ieri sono stati 25 i voli arrivati da Londra, quattro da altre città britanniche con a bordo circa 2.500 viaggiatori, mentre 15 collegamenti sono stati cancellati. Il Dpcm del 3 dicembre aveva rimosso dal 10 i controlli previo screening rapido negli scali italiani per i voli in arrivo anche dalla Gran Bretagna. Le norme prevedevano per i passeggeri in ingresso tra il 10 e il 20 dicembre il tampone (classico o rapido) con esito negativo prima dell’imbarco nel Paese europeo. In alternativa il viaggiatore poteva sì atterrare, ma doveva mettersi in quarantena. Ma a vigilare sul rispetto o meno della norma non c’era alcuna autorità, stando alle diverse segnalazioni che il Corriere ha raccolto questi giorni dai viaggiatori e dalle autorità aeroportuali.