Crans-Montana, l’Italia chiama l’Europa come parte civile. Mantovano: “Qui interessi enormi, la Commissione Ue deve esserci” - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 19:35

Crans-Montana, l’Italia chiama l’Europa come parte civile. Mantovano: “Qui interessi enormi, la Commissione Ue deve esserci”

Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime, il governo spinge per un fronte comune europeo e chiede all’Ue di costituirsi parte civile

di Angela Luna

Crans Montana: Svizzera fuori dall’Ue, cooperazione complessa. Nasce il coordinamento tra famiglie, Stati europei e Avvocatura dello Stato

L’Italia chiede formalmente che la Commissione europea si costituisca parte civile nel procedimento aperto in Svizzera sulla tragedia di Crans-Montana. A spiegarlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime italiane.

"Esistono fior fior di precedenti, se l’Europa ha senso anche in termini di cooperazione giudiziaria, qui ci sono interessi economici e qualcosa di più importante e significativo che non può non trovare rappresentatività da parte della Commissione europea", ha dichiarato Mantovano in conferenza stampa.

Il sottosegretario ha inoltre annunciato l’intenzione del governo di promuovere un coordinamento tra i Paesi europei che, come l’Italia, hanno visto propri cittadini tra le vittime o i feriti: "Proporremo alle nazioni europee una sorta di coordinamento per affiancare le autorità nel rispetto del diritto elvetico e in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati".

Mantovano ha sottolineato come il fatto che la Confederazione elvetica non faccia parte dell’Unione europea renda più complessa la cooperazione giudiziaria: "Questo rende ancora più necessario un coordinamento tra le famiglie e tra gli avvocati che le rappresentano". In questo quadro, "l’Avvocatura dello Stato si sta attivando nella prospettiva" della costituzione dell’Italia come parte civile.

Il sottosegretario ha poi precisato che l’incontro di oggi ha coinvolto i familiari delle vittime decedute, chiarendo però che "non significa una mancanza di considerazione nei confronti dei feriti, per i quali esattamente lo stesso livello di attenzione sarà manifestato e ribadito da subito in tutte le sedi".

Sul ruolo dello Stato è intervenuta anche l’avvocato generale Gabriella Palmieri Sandulli: "La nostra presenza costituendoci parte civile non è solo formale ma sostanziale. Così le famiglie sanno di non essere sole: questo è il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: noi siamo con le famiglie. Come ha fatto Francia".

Le famiglie delle vittime italiane, intanto, hanno deciso di costituirsi in un coordinamento unitario. Ad annunciarlo è stato l’avvocato Alessandro Vaccaro, che ha rappresentato simbolicamente tutti i familiari in conferenza stampa. "L’incontro di oggi è stato molto importante e non posso far altro che ringraziare il Governo non solo per il sostegno ma anche per la vicinanza che ci dà", ha spiegato.

Vaccaro ha chiarito che il coordinamento, sostenuto anche dallo Stato, servirà a rafforzare la posizione delle famiglie in un Paese che non fa parte dell’Unione europea: "Parlare con una voce come Italia sicuramente ci porterà dei risultati. La strada è ancora lunga, ma il supporto del governo e dell’Avvocatura dello Stato ci ha dato una spinta importante». Il legale ha ribadito che "la questione non sono i risarcimenti", bensì "accertare i fatti".

Sul fronte giudiziario è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, annunciando che il dicastero è pronto ad attivarsi: "L’articolo 10 del codice penale prevede anche la richiesta del ministro della Giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone. Richiesta che noi siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti".

Nordio ha poi reso noto che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio e omicidio colposo aggravato: "Noi abbiamo assicurato ai parenti e ai loro avvocati tutta la nostra vicinanza e collaborazione. Anche nelle attività come il coinvolgimento degli organi sovranazionali. Abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto del segreto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno chieste rogatorie all’autorità giudiziaria svizzera per conoscere il quando, il come e il perché, tutte le circostanze utili alla ricostruzione dell’evento”

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