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Cronache
Ebola, l'allarme si espande. Dagli Usa all'Europa psicosi contagio

Cresce l'allarme ebola negli Stati Uniti, dopo che un'infermiera che aveva assistito il primo malato negli Usa, Thomas Duncan, e' risultata positiva al virus. Il primo contagio in territorio americano e' dovuto a "una violazione del protocollo" e c'e' il rischio che nei prossimi giorni ci siano altri casi, ha avvertito il direttore del Centro americano per la Prevenzione ed il controllo delle Malattie (Cdc) di Atlanta, Thomas Frieden. L'infermiera dell'Ospedale presbiteriano di Dallas si era sentita male: aveva una leggera febbre ed e' stata messa in isolamento dopo che dal test preliminare eseguito a Austin e' risultata positiva all'ebola, sia pure con un livello basso. Le sue condizioni sono definite stabili.

Duncan ha spiegato che la causa del contagio e' "una violazione del protocollo stabilito nel trattare i pazienti malati di ebola". In particolare non sarebbero state rispettate le procedure si sicurezza durante l'intubazione dei reni per la dialisi del "paziente zero" Usa, il liberiano Duncan deceduto mercoledi' scorso.

Il Cdc ha aperto un'inchiesta e ora sta cercando di capire quali altri operatori sanitari, nella cinquantina che si prese cura di Duncan, potrebbero essere stati contagiati. "Stiamo valutando altre potenziali esposizioni di operatori sanitari al virus, e' possibile che altri individui siano stati esposti". Un altro operatore che la affiancava (di cui non e' stata rivelata l'identita') e' stato messo in isolamento. Frieden ha spiegato che l'infermiera aveva assistito Duncan da quando era stato ricoverato nel suo ospedale, il 28 settembre, e aveva avuto un "contatto prolungato" con il paziente in molteplici occasioni, anche se ha sempre indossato i guanti, la maschera e la tuta di protezione. L'appartamento dell'infermiera e' gia' stato decontaminato da un'unita' speciale della pilizia. Il virus, che ha gia' causato 4.000 morti nell'Africa occidentale, sta suscitando allarme anche in Europa.

VERTICE EUROPEO DI EMERGENZA - Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in qualita' di presidente di turno nell'ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea e il Commissario europeo alla salute pubblica Tonio Borg hanno inviato una lettera a firma congiunta ai Ministri della salute degli Stati Membri UE per convocare una riunione straordinaria del Consiglio che si terra' a Bruxelles il prossimo 16 ottobre.

EBOLA: MINISTRO MOSCA, POSSIBILE ARRIVO IN RUSSIA DEL VIRUS - Il ministro della Salute russo, Veronika Skvortsova, ha avvertito che l'"importazione del virus ebola in Russia e' possibile". Parlando in una conferenza stampa, il ministro ha assicurato che la situazione viene monitorata strettamente. "Stiamo facendo di tutto per ridurre al minimo le possibilita'" di diffusione del virus in territorio russo, ha spiegato.

EBOLA: ESPERTO, CONTROLLO TEMPERATURA IN AEROPORTI? POCO UTILE - "E' un metodo facilmente eludibile ed e' un'operazione imponente molto costosa. Tuttavia, per paesi a rischio come gli Stati Uniti, e' l'unico modo per fare uno screening generalizzato e per individuare i casi sospetti". E' cosi' che Carlo Signorelli, presidente della Societa' Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanita' Pubblica (Siti), ha commentato all'AGI la discussa decisione degli Stati Uniti di misurare la febbre con termometri a distanza ai passeggeri provenienti dai paesi dell'Africa occidentale, a rischio Ebola.

"La febbre - ha detto Signorelli - e' un sintomo aspecifico e si puo' facilmente raggirare assumendo un antipiretico durante il volo. Utilizzare termometri a distanza, quindi, e' una misura di sceening che puo' apparire ingiustificata, oltre che costosa e complessa a livello organizzativo. Tuttavia, l'epidemia di Ebola e' diventata una questione molto seria e negli Stati Uniti, dove il traffico di passeggeri dai paesi colpiti dall'epidemia e' abbastanza alto, misurare la temperatura ai passeggeri in arrivo dalle citta' 'calde' e' l'unica via, anche se fallibile, per individuare condizioni sospette". Per l'esperto, infatti, l'Ebola potrebbe raggiungere gli altri paesi solo con l'ingresso di qualche caso dai paesi colpiti. "Per l'Italia, che non ha grandi traffici con l'Africa occidentale, misurare la temperatura negli aeroporti - ha spiegato Signorelli - sarebbe probabilmente una misura eccessiva. Ma credo che anche nel nostro paese sia necessario essere molto prudenti. Una misura che potrebbe rivelarsi utile da noi potrebbe essere quella di diffondere un'informativa ai passeggeri in arrivo dalle aree a rischio che, qualora riportassero sintomi sospetti, sono invitati a dare l'allerta".

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