Edison-Censis, il costo dell’energia preoccupa famiglie e imprese: cresce la richiesta di prezzi stabili
La richiesta di stabilità è diventata una delle principali esigenze delle famiglie e delle imprese italiane, alle prese con un contesto economico e internazionale segnato dall’incertezza. È quanto emerge dal VI Osservatorio Edison-Censis, presentato questa mattina a Palazzo Edison, a Milano, nel corso di un incontro dedicato all’evoluzione del rapporto tra cittadini, imprese ed energia.
Giunto alla sua sesta edizione, l’Osservatorio fotografa un cambiamento significativo nelle priorità degli italiani: non è più soltanto il prezzo più conveniente a orientare le scelte dei consumatori, ma soprattutto la possibilità di conoscere e programmare le spese nel tempo. Una necessità che riguarda anche le microimprese, particolarmente esposte alle oscillazioni dei costi energetici e spesso prive degli strumenti necessari per affrontare investimenti strutturali.
Ad aprire i lavori è stata Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, che ha posto l’accento sulle difficoltà quotidiane del tessuto produttivo italiano, costituito in larga parte da piccole e medie realtà imprenditoriali. Un sistema nel quale anche le grandi aziende dipendono da filiere articolate, sostenute dal lavoro di numerose microimprese. Nel suo intervento, Cappello ha sottolineato come il costo dell’energia rappresenti una questione particolarmente delicata per le attività con dieci o quindici dipendenti, chiamate ogni giorno a conciliare le spese di gestione con la necessità di continuare a investire, innovare e produrre.
Un ragionamento che ha allargato lo sguardo anche al settore della moda e del design, comparti nei quali il risultato finale delle grandi aziende è spesso reso possibile dal contributo di una rete di fornitori e piccole imprese che costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva. L’apertura della conferenza ha assunto anche una dimensione più ampia, legata al difficile momento internazionale. Cappello ha richiamato le recenti proteste sul costo della vita, sui trasporti e sull’energia, soffermandosi sulle manifestazioni che hanno interessato Milano e altre città italiane ed europee.
“La crisi geopolitica entra nelle case“, ha ricordato, richiamando una riflessione già formulata negli anni precedenti. Un’espressione che sintetizza, secondo Cappello, il cambiamento in atto: le tensioni internazionali non producono conseguenze soltanto sulle imprese e sui mercati, ma incidono direttamente sulla quotidianità delle famiglie. Da qui l’invito a considerare la questione energetica non esclusivamente attraverso la lente economica, ma anche alla luce delle sue implicazioni sociali.
Per Cappello, infatti, la stabilità dei prezzi e dei costi costituisce un obiettivo fondamentale, ma da sola non è sufficiente. Occorre un lavoro congiunto tra istituzioni, cittadini e imprese, capace di trasformare le esigenze emerse sul territorio in misure concrete. In questo contesto ha richiamato l’importanza della collaborazione con Edison, citando progetti che coinvolgono il mondo delle imprese, le rappresentanze dei cittadini e le realtà condominiali. L’obiettivo è costruire interventi che accompagnino le attività produttive e le famiglie nella transizione energetica e digitale, superando anche le difficoltà burocratiche che spesso rallentano la realizzazione degli investimenti.
I risultati dell’Osservatorio confermano il quadro delineato durante l’apertura della conferenza. Il 67% degli italiani preferisce proteggersi dal rischio di aumenti improvvisi delle tariffe energetiche, anche a costo di rinunciare ai benefici di eventuali riduzioni future. Una preferenza che attraversa tutte le fasce di reddito. Tra le famiglie economicamente più fragili la quota raggiunge il 67%, mentre tra quelle con redditi più elevati si attesta al 68%. Il dato evidenzia come la prevedibilità delle spese sia diventata una necessità trasversale, non legata esclusivamente alle condizioni economiche.
Un altro risultato significativo riguarda la durata dei contratti. Il 64% degli intervistati si dichiara interessato a sottoscrivere un’offerta energetica pluriennale di almeno cinque anni, a prezzo competitivo e con energia proveniente da fonti rinnovabili. Una prospettiva che segna un cambiamento nelle abitudini di consumo: alla ricerca continua della tariffa più conveniente si affianca la volontà di costruire una maggiore sicurezza economica nel medio e lungo periodo. Dalla ricerca emerge inoltre che il 92% della popolazione adotta quotidianamente comportamenti di risparmio, ormai diventati un’abitudine consolidata piuttosto che una risposta esclusivamente emergenziale ai rincari.
Il tema è stato approfondito da Massimiliano Valerii, consigliere delegato del Censis, che ha evidenziato come le famiglie italiane abbiano sviluppato negli ultimi anni una maggiore attenzione alla gestione dei consumi, all’efficienza energetica e alle possibilità offerte dall’autoproduzione. Secondo Valerii, il dato più rilevante di questa fase è proprio la crescente richiesta di protezione dalle oscillazioni imprevedibili dei prezzi e dalle incertezze legate agli approvvigionamenti.
Uno degli aspetti centrali della ricerca riguarda le microimprese, entrate a far parte dell’analisi dell’Osservatorio a partire dalla precedente edizione. Il settore presenta una situazione particolarmente complessa. Il 67% delle microimprese teme che nuove crisi internazionali possano determinare un aumento dei prezzi dell’energia, con conseguenze dirette sui costi di produzione e sulla sostenibilità delle attività. Nonostante questa preoccupazione, soltanto il 25% delle aziende intervistate ha effettuato una diagnosi energetica per analizzare i propri consumi e individuare possibili interventi di miglioramento.
Ancora più significativo è il dato relativo agli investimenti futuri: il 63% delle microimprese non ha programmato alcun intervento di efficientamento nei prossimi due anni A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità. Nove imprese su dieci non utilizzano incentivi o agevolazioni pubbliche, nonostante l’esistenza di strumenti potenzialmente utili a sostenere gli investimenti nella transizione energetica. I numeri mettono in evidenza una distanza tra la consapevolezza del problema e la capacità concreta di affrontarlo. Le imprese riconoscono l’importanza dell’energia nella gestione aziendale, ma spesso non dispongono del tempo, delle risorse economiche o delle competenze necessarie per pianificare interventi strutturali.
Una situazione che assume particolare rilevanza considerando il peso delle microimprese nell’economia italiana: le attività con meno di dieci addetti rappresentano il 94,9% delle imprese del Paese, occupano il 47,7% degli addetti e contribuiscono al 33,8% del valore aggiunto nazionale. Anche tra queste realtà emerge una crescente attenzione alla stabilità contrattuale. Il 71% delle microimprese considera importanti le offerte energetiche a prezzo fisso per periodi di 12 o 24 mesi, nel tentativo di rendere più prevedibile una delle principali voci di spesa aziendale. Come evidenziato nel corso della presentazione, per molte piccole imprese la questione non riguarda soltanto il contenimento dei costi, ma la possibilità stessa di programmare investimenti, mantenere la competitività e continuare a operare in condizioni economiche sostenibili.
Durante la conferenza è stato approfondito anche il ruolo dei fornitori energetici in questa nuova fase del mercato. Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, ha sottolineato l’importanza di costruire un rapporto continuativo con i clienti, attraverso soluzioni personalizzate e strumenti in grado di rispondere alle nuove esigenze di stabilità. La ricerca evidenzia infatti che il prezzo non è più l’unico fattore determinante nella scelta del fornitore. Circa l’80% dei consumatori che si trovano nel mercato libero indica l’affidabilità dell’operatore tra gli aspetti maggiormente apprezzati.
Anche i livelli di soddisfazione risultano elevati: l’85% degli italiani si dichiara soddisfatto del proprio fornitore di energia elettrica, mentre la percentuale scende al 78% per il gas. Quaglini ha evidenziato come Edison Energia intenda rispondere alla richiesta di maggiore prevedibilità attraverso offerte a prezzo fisso e servizi di consulenza. Tra le iniziative illustrate figurano Edison Sweet Luce e Gas e l’offerta Edison 5xTe Luce Km0, presentata a Enna, che prevede un prezzo fisso per cinque anni, bonus crescenti in bolletta ed energia a chilometro zero, nell’ambito di una strategia destinata a coinvolgere anche altre province italiane. Particolare attenzione è stata riservata alle microimprese, per le quali l’azienda punta a rafforzare l’assistenza nell’accesso agli incentivi e alle misure agevolate, accompagnando le attività nella trasformazione dei progetti di efficientamento in investimenti concretamente realizzabili.
La necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato è stata uno dei temi emersi dal confronto, in continuità con l’intervento iniziale di Alessia Cappello. Sul punto è intervenuto anche Armando De Crinito, direttore generale della Direzione Sviluppo Economico di Regione Lombardia, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà incontrate dalle micro e piccole imprese nell’accedere alle opportunità offerte dalla transizione energetica. Secondo De Crinito, la limitata capacità di reazione rilevata dall’Osservatorio potrebbe dipendere anche da un rapporto non sempre efficace con i potenziali interlocutori istituzionali e con le associazioni di categoria.
Il successo registrato da diversi bandi regionali dedicati alla transizione energetica dimostrerebbe, invece, quanto possa essere importante la presenza di un soggetto pubblico capace di accompagnare le aziende nelle procedure amministrative e negli investimenti. Il ruolo degli enti territoriali diventa quindi centrale, soprattutto per la loro vicinanza al sistema produttivo locale e per la possibilità di individuare strumenti di sostegno coerenti con le esigenze delle imprese. Se le istituzioni regionali hanno margini limitati per intervenire direttamente sull’andamento dei prezzi internazionali, possono invece contribuire alla diversificazione degli approvvigionamenti e al miglioramento dell’efficienza energetica. È proprio in questa prospettiva che si inserisce il richiamo al lavoro di squadra formulato da Cappello durante l’apertura dei lavori: mettere in relazione imprese, cittadini e amministrazioni per individuare soluzioni capaci di produrre risultati concreti.
Accanto alla dimensione economica e produttiva, il VI Osservatorio Edison-Censis dedica spazio alle conseguenze sociali della questione energetica. Secondo i dati dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, relativi al 2024 e richiamati nel rapporto, circa 2,4 milioni di famiglie italiane si trovano in condizioni di povertà energetica, pari al 9,1% del totale. Si tratta di un fenomeno che evidenzia le difficoltà di una parte della popolazione nel sostenere i costi necessari per garantire condizioni adeguate di comfort e servizi energetici all’interno delle abitazioni.
La ricerca mostra inoltre come i consumatori attribuiscano crescente importanza anche alla responsabilità sociale delle aziende fornitrici. Più della metà degli intervistati ritiene che gli operatori energetici debbano assumere un impegno esplicito nel contrasto alla povertà energetica. Sul tema è intervenuta Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, illustrando alcune iniziative sviluppate dall’azienda a sostegno delle comunità locali. Tra queste figurano le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali realizzate attraverso Fondazione EOS a Palermo e Torino, oltre a cinque ulteriori comunità sviluppate insieme a Fondazione Banco dell’energia. È stato inoltre richiamato il progetto Oasi, realizzato con Croce Rossa Italiana, attraverso il quale le sedi di tre Comitati CRI sono state trasformate in centri di raffrescamento, destinati a offrire ambienti climatizzati e sicuri durante le giornate di caldo estremo.
Un ulteriore elemento emerso dalla ricerca riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili, considerate non soltanto uno strumento di condivisione e risparmio dell’energia, ma anche un possibile modello di collaborazione territoriale. Il 51% degli italiani dichiara di conoscere le comunità energetiche, una percentuale cresciuta di quasi otto punti rispetto al 2023. Tra coloro che conoscono questo modello, il 65% si dichiara disponibile ad aderire a una comunità energetica. Il risultato testimonia una crescente attenzione verso formule di produzione e condivisione locale dell’energia, che possono coinvolgere famiglie, condomini, imprese e realtà territoriali.
Oltre al beneficio economico, il rapporto sottolinea la capacità di queste iniziative di rafforzare i rapporti di vicinato e la partecipazione delle comunità. Una dimensione che si collega al tema della responsabilità collettiva affrontato durante la conferenza: la transizione energetica non può essere considerata soltanto un cambiamento tecnologico, ma richiede la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti. Il quadro emerso questa mattina a Palazzo Edison restituisce quindi un Paese nel quale cittadini e imprese hanno sviluppato una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’energia, ma continuano a confrontarsi con difficoltà economiche, operative e organizzative.
Da una parte le famiglie chiedono bollette prevedibili e maggiore protezione dalle oscillazioni dei mercati; dall’altra le microimprese cercano condizioni che consentano loro di programmare gli investimenti senza compromettere l’attività quotidiana. La stabilità si conferma così la principale richiesta che accomuna consumatori e sistema produttivo. Ma, come evidenziato nell’intervento di apertura, per trasformarla in una condizione duratura non basta intervenire sulle tariffe: occorrono collaborazione istituzionale, accesso agli incentivi, investimenti e una maggiore capacità di accompagnare cittadini e imprese nelle trasformazioni energetiche ed economiche dei prossimi anni.
È questa una delle indicazioni principali emerse dalla sesta edizione dell’Osservatorio Edison-Censis: rendere la transizione energetica non soltanto un obiettivo ambientale, ma un percorso concretamente accessibile alle famiglie e alle realtà produttive che costituiscono il tessuto economico del Paese.
Le dichiarazioni di Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia ad Affaritaliani
“Abbiamo cercato di comprendere quale sia la percezione del mercato rispetto all’attuale situazione energetica. Da questa analisi emerge ancora una volta un concetto fondamentale: la stabilità. Famiglie e imprese vogliono avere una maggiore visibilità sui costi dell’energia, non soltanto nel breve periodo, ma anche nel medio e lungo termine, possibilmente a condizioni convenienti. La stabilità significa soprattutto avere il controllo della propria bolletta. Questo può avvenire attraverso offerte a prezzo fisso, con durate differenti. Noi, ad esempio, proponiamo soluzioni a uno, due e cinque anni. Ma un ruolo altrettanto importante, se non maggiore, è rappresentato dall’autoproduzione e dall’autoconsumo, che permettono di trasformare quello che tradizionalmente è un costo energetico in un investimento“, ha dichiarato Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia, ai microfoni di Affaritaliani.
Quaglini ha continuato: “Guardare a un orizzonte temporale più lungo e diventare produttori della propria energia, sia come famiglie sia come imprese, significa infatti ridurre il prelievo di energia dalla rete attraverso l’autoconsumo. Circa il 60% della bolletta è costituito da una componente variabile, legata ai volumi consumati. Di conseguenza, autoprodurre e consumare direttamente energia permette di intervenire su una quota importante della spesa complessiva, anziché ottenere un risparmio limitato a una singola componente della bolletta. Come si dice spesso, il miglior risparmio è quello che deriva dall’energia che non si consuma. Diventa quindi fondamentale ottimizzare i propri consumi e adottare un approccio attivo all’autoproduzione e all’autoconsumo“.
“Questo favorisce anche comportamenti più virtuosi. Quanto più i consumi coincidono con i momenti di produzione dell’impianto fotovoltaico, ad esempio quello installato sul tetto della propria abitazione, tanto maggiore sarà il beneficio economico. Pensiamo a un esempio concreto: tradizionalmente ci è stato consigliato di utilizzare la lavatrice nelle ore serali, ma chi dispone di un impianto fotovoltaico potrebbe trovare più conveniente farla funzionare nel primo pomeriggio, quando la produzione di energia solare è maggiore. Allo stesso modo, il passaggio dalla cucina a gas a quella a induzione rappresenta un’ulteriore opportunità. Sono tutti elementi che, da un lato, favoriscono comportamenti di consumo più consapevoli e, dall’altro, accompagnano il processo di elettrificazione, una delle grandi trasformazioni strutturali verso cui si sta orientando il settore energetico“, Quaglini ha concluso.
Le dichiarazioni di Barbara Terenghi, Direttrice Sostenibilità di Edison ad Affaritaliani
“Abbiamo sviluppato una serie di proposte, anche di natura commerciale, e misure specifiche per sostenere un segmento particolarmente importante, quello delle micro, piccole e medie imprese. Si tratta di realtà che presentano un significativo potenziale di elettrificazione e di efficientamento energetico, con la possibilità di liberare risorse aggiuntive da destinare agli investimenti nelle proprie attività principali. Parallelamente, abbiamo avviato un percorso dedicato ai nostri fornitori, l’80% dei quali è costituito proprio da piccole e medie imprese, talvolta anche di dimensioni molto ridotte. Abbiamo creato un sistema di coinvolgimento, formazione e supporto allo sviluppo, con l’obiettivo di accompagnare queste realtà in un percorso di crescita, favorendo nuovi investimenti e opportunità di espansione“, ha chiosato Barbara Terenghi, Direttrice Sostenibilità di Edison, ai microfoni di Affaritaliani.
Terenghi ha continuato: “Un’attenzione particolare è rivolta anche ai temi della sostenibilità e ai criteri ESG, che stanno assumendo un’importanza sempre maggiore, anche nelle valutazioni del mondo del credito. Uno dei dati più significativi, e per certi versi sorprendenti, emersi dal rapporto riguarda le aspettative dei cittadini nei confronti degli operatori energetici. Il 51% degli intervistati chiede infatti alle aziende del settore di impegnarsi concretamente anche nel contrasto alla povertà energetica. Questo significa che un operatore, oltre a gestire il rapporto commerciale con i propri clienti, deve assumersi una responsabilità più ampia nei confronti della collettività, prestando particolare attenzione alle persone più fragili. Per Edison non si tratta di una novità, perché la responsabilità sociale è da sempre parte integrante del nostro modo di operare“.
“L’impegno, tuttavia, non può limitarsi a quanto previsto dalla normativa. La povertà energetica è infatti un fenomeno dinamico, che non può essere individuato attraverso un unico indicatore economico, come ad esempio l’ISEE. Attraverso le attività sviluppate con Fondazione EOS e Fondazione Banco dell’Energia, osserviamo come molte famiglie si trovino in una condizione di progressiva vulnerabilità economica. Non sono necessariamente considerate povere secondo i parametri normativi, ma rischiano concretamente, soprattutto nei periodi caratterizzati da prezzi energetici elevati, di non riuscire ad arrivare alla fine del mese e a sostenere le spese necessarie per garantirsi i servizi energetici essenziali. È proprio a queste situazioni di fragilità, spesso difficili da intercettare attraverso gli strumenti tradizionali, che occorre prestare sempre maggiore attenzione“, ha concluso Terenghi.
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