di Antonino D’Anna
La polemica sul presunto esorcismo compiuto domenica scorsa da Papa Francesco si arricchisce di un nuovo capitolo. Oltretevere, infatti, si discute del gesto fatto da Jorge Mario Bergoglio, qualificato da padre Gabriele Amorth – decano degli esorcisti italiani – come un vero e proprio esorcismo, e smentito invece da padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana. Affaritaliani ha sondato un po’ di fonti Oltretevere, e la spiegazione che ha ricevuto della polemica è che paradossalmente entrambi hanno ragione.
PERCHE’ HA RAGIONE AMORTH- Padre Amorth avrebbe dunque ragione sulla sostanza di quanto è stato compiuto dal Papa. Il suo, insomma, è di fatto un esorcismo perché c’è stata l’imposizione delle mani e una preghiera, con conseguente relazione del signor Angelo, il messicano 43enne che è stato oggetto di un esorcismo anche da parte del decano degli esorcisti italiani. A quanto Affaritaliani ha potuto appurare, la possessione di Angelo è molto grave e si parla di esorcismi molto difficili in cui l’uomo – che come tutti hanno potuto vedere è paralitico e deve spostarsi su una sedia a rotelle – dimostrerebbe una forza sovrumana in grado di mettere in difficoltà le persone chiamate a tenerlo fermo durante lo svolgimento del rituale. Altro segno della potenza della possessione: padre Amorth dice che Angelo è posseduto da quattro demoni, questo a causa della mancata durezza d’intervento da parte dei vescovi messicani sull’aborto. C’è di più: dall’altro lato del Tevere c’è chi fa notare la correttezza dell’analisi di Amorth perché di fatto, quanto compiuto dal Papa in qualità di Vicario di Cristo non è molto diverso da quanto fa Gesù Cristo nel Vangelo durante i suoi esorcismi.
PERCHE’ HA RAGIONE LOMBARDI- Dall’altro lato, però, c’è chi osserva la stessa correttezza nella posizione assunta da padre Lombardi. Che, naturalmente, non parla a vanvera: dal punto di vista liturgico, infatti, quanto compiuto dal Papa non è qualificabile come esorcismo per il semplice e banale fatto che il Pontefice non ha seguito il rituale degli esorcismi, molto più lungo e che contiene ulteriori gesti liturgici che devono essere compiuti da parte dell’esorcista. Come ad esempio l’insufflazione, già attestata attorno al 300 d.C.. Secondo il francescano Pietro Sorci, che ne scrive sul “Messaggero di Sant’Antonio”, “la Tradizione Apostolica (un testo scritto attorno al 200 d.C. Da Sant’Ippolito di Roma e indicante alcune norme e prassi liturgiche della Chiesa dei primi secoli), trattando dei riti prebattesimali afferma: “Imponendo le mani [il vescovo] scongiura lo spirito estraneo di allontanarsi da essi [i catecumeni] e di non ritornare più. Terminato l’esorcismo soffia sulla loro faccia, dopo aver segnato la loro fronte, orecchie e naso”. Come si vede, all’inizio del III secolo abbiamo già praticamente tutti gli elementi del rito degli esorcismi battesimali della Chiesa romana sino a oggi: insufflazione, imposizione delle mani, invocazione del nome di Cristo, minaccia dei castighi eterni rivolta a Satana”. Gesti che ricordano molto quanto compiuto da Papa Francesco in San Pietro, è chiaro: ma, ripetiamo, da un punto di vista strettamente liturgico (il nuovo Rituale degli Esorcismi, promulgato da Giovanni Paolo II nel 1999, è stato tradotto in italiano nel 2001), non classificabile come tale.
(Segue: il gesto fatto dal Papa? In tanti, Oltretevere, sottolineano i rischi liturgici. Rumors: anche Ratzinger, da Papa, ha compiuto esorcismi, ma…)
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I RISCHI LITURGICI- Più che altro, come viene fatto notare ad Affaritaliani, l’affermazione di padre Lombardi – corretta dal punto di vista liturgico – è anche un modo per scongiurare abusi liturgici. Perché naturalmente se quanto compiuto dal Papa domenica scorsa fosse stato qualificato come esorcismo, oltre a riempire San Pietro di isterici veri e indemoniati presunti potrebbe essere preso per buono, come una sorta di “rituale alternativo” da parte di sacerdoti o vescovi. Che compirebbero un rischioso abuso liturgico: un conto è infatti l’azione del Papa che in quanto tale ha potestà piena, suprema, immediata sulla Chiesa e quindi può agire come ritiene opportuno (e di fatto padre Amorth ha “certificato” almeno tre esorcismi compiuti da Giovanni Paolo II senza l’utilizzo del rituale liturgico prescritto), un altro quello di sacerdoti e vescovi che non sono muniti di questa potestà e che compirebbero abusi potenzialmente molto rischiosi. E quindi da evitare.
GLI ESORCISMI DI RATZINGER- Per concludere. Si parla in queste ore – ma non vi sono naturalmente conferme o prove – di alcuni esorcismi che sarebbero stati condotti privatamente in Vaticano da Benedetto XVI durante il suo papato. Amorth dice di non sapere se Joseph Ratzinger abbia compiuto esorcismi durante il Papato, ma nel febbraio scorso ha dichiarato a Paolo Rodari per “Il Giornale”: “Benedetto XVI è temutissimo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi (…). Credo tuttavia che tutto il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana. Efficace. Potente”. E ancora: “Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono efficacissimi contro Satana. La liturgia celebrata dal Pontefice è potente. Satana è ferito ogni volta che il Papa celebra l’eucaristia. Satana molto ha temuto l’elezione di Ratzinger al soglio di Pietro. Perché vedeva in lui la continuazione della grande battaglia che contro di lui ha fatto per ventisei anni e mezzo il suo predecessore, Giovanni Paolo II”.

