Addio al cardinale Ruini, Leone XIV: “La Chiesa italiana gli deve moltissimo”. A San Pietro anche Prodi, Mantovano e Casini
Papa Leone XIV ha presieduto nella Basilica di San Pietro i funerali del cardinale Camillo Ruini, scomparso a 95 anni, rendendo omaggio a una delle figure più influenti della Chiesa italiana degli ultimi decenni. Nel corso dell’omelia, il Pontefice ha definito Ruini un “pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo” e ha ricordato il profondo legame che lo univa a Giovanni Paolo II, evidenziando una “consonanza di sentimenti” che ha segnato il suo servizio ecclesiale. Tra i presenti alle esequie anche Romano Prodi, legato da una lunga amicizia con Ruini, oltre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e a Pier Ferdinando Casini. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi vescovi e 34 cardinali, tra cui Matteo Zuppi, Angelo Bagnasco, Baldassare Reina e Giuseppe Betori.
“La Chiesa italiana gli deve moltissimo”, ha affermato Leone XIV, ripercorrendo i tanti incarichi ricoperti dal porporato nel corso della sua vita: dall’insegnamento e dalla ricerca teologica all’impegno pastorale, fino alla guida della Conferenza episcopale italiana, che ha presieduto per circa diciassette anni, e al lungo servizio come vicario del Papa per la diocesi di Roma.
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Il Pontefice ha ricordato come Ruini abbia saputo affrontare “momenti importanti e delicati” con “entusiasmo, discernimento e coraggio”, promuovendo iniziative che hanno lasciato un segno non solo nella vita ecclesiale, ma anche in quella civile. Tra queste, il progetto culturale della Chiesa italiana, il sostegno alla presenza dei cattolici nella società e nella politica e il lavoro svolto per il Sinodo diocesano di Roma. Un passaggio particolare dell’omelia è stato dedicato al rapporto con san Giovanni Paolo II. Leone XIV ha citato alcune parole dello stesso Ruini sul Pontefice polacco, ricordando come l’ex presidente della Cei avesse riconosciuto in Wojtyła “l’unione tra preghiera, vita e apostolato, il coraggio della fede che guida la storia e la capacità di amare e perdonare”.
“Credo che da questo esempio il cardinale Ruini abbia tratto molto. Guardando alla vita del cardinale , a come è vissuto e a come ha lasciato questo mondo, possiamo cogliere un segno della forza e della solidità con cui l’uomo cresce e matura quando trova nella Verità che viene da Dio il centro e il perno della propria esistenza”, ha concluso il Papa.

