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Garlasco, la prova sepolta sul pavimento: “Così hanno compromesso l’inchiesta”. A Mattino Cinque accuse pesantissime
Scarpe, segni sul pavimento e prime ore caotiche: a Mattino Cinque esplode lo scontro sulle indagini iniziali sul delitto Poggi

Il caso Garlasco torna a incendiare la tv. Nella puntata di venerdì di Mattino Cinque si è acceso uno scontro durissimo sulle presunte impronte lasciate da Alberto Stasi all’interno della villetta dei Poggi, in particolare su un segno a forma di “V” mai realmente valorizzato nelle prime fasi dell’inchiesta.
Federica Panicucci ha mostrato in diretta l’immagine di un’impronta catalogata all’epoca come semplice “segno sul pavimento” e non come reperto utile, nonostante la compatibilità con la suola delle scarpe consegnate da Stasi il 14 agosto 2007.
«Incredibilmente non è mai stata attenzionata», ha sottolineato la conduttrice.
Da lì è esplosa la polemica.
La dottoressa Carollo ha parlato apertamente di superficialità nelle prime ore dopo l’omicidio: «Possibile che nessuno abbia notato un’impronta che avrebbe potuto confermare la versione di Stasi?».
La replica di Brindani è stata gelida: «Queste sono osservazioni stantie, ne abbiamo già parlato tante volte. Concentriamoci su ciò che abbiamo oggi».
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Ancora più duro l’avvocato Antonio De Rensis:
«La responsabilità è della procura. Nelle prime 24 ore in quella casa c’erano 24 persone e tutti guardavano solo i pc. Gli errori di allora pesano ancora oggi».
A quel punto il confronto è diventato quasi uno scontro personale, con De Rensis che ha chiuso:
«Un avvocato può essere bravo quanto vuole, ma serve un magistrato che ascolti».
