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Garlasco, “aspettavano una mossa falsa delle gemelle K”. Il testimone e la bionda su bici nera con raggi d’argento

Cinque mesi di intercettazioni che svelano una possibile pista secondaria (poi abbandonata)

Garlasco, “aspettavano una mossa falsa delle gemelle K”. Il testimone e la bionda su bici nera con raggi d’argento

Il delitto di Garlasco e i suoi misteri. Mentre i pm puntano il dito contro Andrea Sempio, ritenuto l’unico responsabile della morte di Chiara Poggi, in quel drammatico 13 agosto 2007, e Alberto Stasi va verso una revisione del processo in quanto per la Procura di Pavia “totalmente estraneo ai fatti”, emerge un nuovo dettaglio inedito. Dal gennaio 2025, infatti, a finire nel mirino dei carabinieri ci sono state anche le cugine Cappa, Stefania e Paola, e più in generale tutta la loro famiglia. Si è scoperto infatti che le gemelle erano intercettate, cinque mesi di dialoghi, telefonate, messaggi, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Il motivo lo spiega la legale della famiglia: “Attendevano un loro passo falso“.

“Su quasi 5 mesi di intercettazioni a tappeto di tutta la famiglia Cappa – ha spiegato l’avvocata Valeria Mettica a Fanpage – solo 16 conversazioni hanno riguardato l’argomento Garlasco. Ritengo che nelle case degli Italiani se ne sia parlato più spesso. In ogni caso, neppure quelle 16 sono state ritenute dalla Squadra Omicidi di rilevanza probatoria, ma solo investigativa ai fini del mantenimento delle intercettazioni per la verifica della posizione delle gemelle. Alla fine però non è emerso nulla. Nel fascicolo non c’è nessuna traccia di queste intercettazioni. Tutto si è concluso dopo l’ispezione nel canale di Tormello, quello in cui un testimone sosteneva di aver visto “una ragazza lanciare un grosso borsone pesante”.

Ma fa ancora discutere anche l’altra testimonianza, quella più recente. Un uomo è uscito allo scoperto dopo 19 anni di silenzio, per svelare che quella mattina era a Garlasco per lavoro, in una città “quasi totalmente deserta”. Ma la sua attenzione è stata catturata da una “donna bionda in bici” che “sembrava fuggire”. Un particolare che l’uomo avrebbe raccontato subito ai suoi colleghi, proprio perché lo aveva colpito. Ma a causa di alcune presunte minacce ricevute “fatti i fatti tuoi”, non lo avrebbe poi detto ai carabinieri. Un suo collega ha confermato questo dettaglio: “Ce lo disse subito, ma nessuno ci fece caso“, ancora non si sapeva del delitto”.

Il testimone è entrato nel dettaglio, perché il suo ricordo è ancora nitido. “Se n’è andata – ha svelato l’uomo a Filorosso su Rai3 – che pedalava a una velocità assurda. Pedalava veloce. Ti dico che è spuntata fuori dalla strada. Ho percepito una fuga… Aveva due occhi spiritati quella ragazza. Aveva un bel completino nero, una magliettina, il pantalone, aveva questi occhiali, mi ricordo gli occhiali portati sulla testa. Era una bici nera e aveva dei raggi, sembravano d’argento. Cromatiche che riflettevano la luce“.