Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, Cassese e i vuoti di memoria (ma non su tutto). Il video intimo e l’incontro al cimitero

Garlasco, Cassese e i vuoti di memoria (ma non su tutto). Il video intimo e l’incontro al cimitero

L’ex comandante indagato per i “non ricordo” e la rivelazione su Marco Poggi e Stasi

Garlasco, Cassese e i vuoti di memoria (ma non su tutto). Il video intimo e l’incontro al cimitero

Il delitto di Garlasco si fa sempre più complicato, a livello giudiziario non ci sono certezze e il caso rischia addirittura di rimanere irrisolto. Togliere dalla scena del crimine Alberto Stasi e mettere al suo posto Andrea Sempio, come stanno facendo gli inquirenti, che ritengono il fidanzato della vittima (condannato in via definitiva) innocente e l’amico del fratello di Chiara unico colpevole, non è un’operazione facile. Significa ribaltare ogni precedente certezza, anche se su Stasi così come su Sempio prove schiaccianti non esistevano. Ma di colpo sparisce il Dna trovato sui pedali della bici, non si parla più delle 25 impronte di scarpe Frau numero 42 sulla scena e di altri dettagli che hanno portato alla condanna di Alberto.

Le nuove indagini si concentrano su Sempio, sui suoi soliloqui in macchina con le presunte confessioni dell’omicidio, sull’impronta 33 trovata sul muro delle scale che conducono alla cantina e sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara (ma non era l’unico). Prove indiziali insomma, per questo i legali di Sempio credono, attraverso le perizie presentate in procura, di poter smontare tutte queste accuse. Ma Taccia e Cataliotti, i legali dell’indagato, stanno facendo ancora di più. Sono tornati nella villetta, ma non dentro la casa, bensì sul retro, la possibile via di fuga del killer.

Taccia ha affermato: “Andremo anche tra i rovi nei campi“. La sensazione dei legali è che proprio in quella campagna possano esserci ancora indizi sfuggiti che potrebbero incastrare il vero killer, visto che considerano Sempio innocente. Un testimone aveva parlato di una bicicletta nera abbandonata proprio in quella zona, dettaglio mai tenuto in considerazione da chi ha svolto le indagini in precedenza, ma potrebbe esserci anche altro.

A complicare tutta la situazione poi è arrivata la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex comandante dei carabinieri di Vigevano Gennaro Cassese, il primo a interrogare Stasi e Sempio, a causa dei suoi continui “non ricordo” in merito al suo di interrogatorio come persona informata sui fatti. L’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, ha detto: “Su Stasi però ricordava tutto“. Proprio Cassese infatti aveva svelato in tv un dettaglio importante, relativo all’interrogatorio fatto da lui al fratello di Chiara, Marco Poggi. L’amico di Sempio gli aveva parlato del video intimo. “Mi disse che aveva incontrato Stasi al cimitero – afferma Cassese – e che gli aveva chiesto di quel filmato. Lui voleva un ricordo di Chiara e chiese ad Alberto di ripulire il file da tutta la parte più intima e mantenere solo le immagini di Chiara. Ma Stasi – sostiene Cassese – gli disse che questo non era possibile“.