Il mistero del delitto di Garlasco continua. A distanza di quasi 19 anni dalla cruenta morte di Chiara Poggi non ci sono ancora certezze. Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva va addirittura verso la revisione del processo, per i pm non solo non è stato lui ma addirittura non era nemmeno presente sulla scena del crimine al momento dell’omicidio. L’ex Pg Oscar Cedrangolo ha raccontato dettagli inediti. “Quello che veniva indicato come il primo e grave indizio – spiega Cedrangolo – si è rivelato una bufala, un vero e proprio travisamento processuale”. L’ex Pg smentisce la ricostruzione, secondo la quale Alberto avrebbe cercato di indirizzare gli investigatori verso l’ipotesi di una caduta accidentale di Chiara sulle scale. All’epoca Cedrangolo chiese di non confermare la condanna.
Stasi quindi va verso una possibile revisione del processo, ma anche sul nuovo indagato Andrea Sempio non ci sono prove schiaccianti. I pm sostengono che l’amico del fratello di Chiara abbia ucciso la ragazza in seguito a un approccio sessuale rifiutato e che il tutto sarebbe stato scatenato dalla presunta visione di un video intimo di Chiara con Alberto. Contro Andrea ci sarebbero alcune prove indiziali come i soliloqui in macchina in cui “ammetterebbe di aver commesso l’omicidio”, poi c’è la famosa impronta 33 sul muro e infine il Dna trovato sotto le unghie di Chiara. Per i suoi legali tutti questi elementi saranno smontati attraverso le perizie presentate.
Ma se Stasi e Sempio non sono stati, chi ha ucciso Chiara Poggi in quel drammatico 13 agosto quasi senza lasciare tracce? Per la crimonologa Roberta Bruzzone non si saprà mai: “Il caso – sostiene Bruzzone – probabilmente resterà irrisolto“. La caccia al Mister X forse non ci sarà mai se anche Sempio risulterà non coinvolto. Con questi nuovi sviluppi però resta viva solo l’ipotesi di un possibile “ricatto”. L’ex legale di Sempio, Massimo Lovati, uno dei più esperti sul caso, visto che conosce nel dettaglio le carte, aveva parlato di “esecuzione”. “Forse Chiara aveva scoperto qualcosa di indicibile”. Lovati sostiene che un dettaglio chiave sia rappresentato dai “tagli sulle palpebre“, come a dire “tu non devi guardare“.
I legali di Sempio, Taccia e Cataliotti, stanno anche facendo dei sopralluoghi sul retro della villetta, dove ci sono i campi, nella convinzione che quella possa essere stata la via di fuga del killer, che per loro naturalmente non è Andrea, “andremo tra i rovi“, ha detto Taccia. Proprio in quei campi, da cui i pm ipotizzano possa essere scappato proprio Sempio per raggiungere l’abitazione della nonna che dista 500 metri dalla casa di Chiara, potrebbero esserci dettagli sfuggiti. Un testimone, ad esempio, parlò di una bici nera abbandonata, ma questo aspetto non venne mai realmente approfondito.

