Garlasco, la difesa di Sempio passa al contrattacco
Cinque relazioni tecniche per smontare, punto per punto, il lavoro dei consulenti dei pubblici ministeri. È questa la strategia messa a punto dai legali di Andrea Sempio, l’uomo indagato nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco.
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno annunciato l’imminente deposito della documentazione presso la Procura di Pavia. A questa si aggiungerà una memoria pensata per offrire una lettura alternativa dei cosiddetti soliloqui captati in auto. Resta invece per ora congelata la consulenza personologica.
Su che cosa puntano gli avvocati
«Stiamo per depositare le nostre consulenze nell’interesse di Andrea Sempio per confutare le relazioni dei consulenti della Procura», hanno spiegato i due difensori, le cui parole sono state riferite da Adnkronos.
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Le cinque relazioni coprono altrettanti fronti dell’inchiesta. C’è un elaborato dedicato alla Bpa, l’analisi delle tracce di sangue, e uno sulla cosiddetta impronta 33. A questi si affiancano una consulenza medico-legale, un approfondimento di carattere genetico di natura supplementare e, infine, uno studio sulle impronte di scarpa. Proprio su quest’ultimo punto la difesa appare convinta: secondo i legali, il piede di Sempio non risulterebbe compatibile, quanto a larghezza, con le orme rinvenute sulla scena.
La memoria sugli audio intercettati
Il pacchetto consegnato ai magistrati non si esaurisce con le cinque consulenze. Cataliotti e Taccia hanno infatti predisposto anche una memoria, corredata di allegati, il cui obiettivo è inquadrare nel giusto contesto i frammenti audio e i soliloqui dell’indagato registrati a bordo dell’auto, così da renderli comprensibili.
Per la difesa, quelle frasi non avrebbero alcun valore di confessione. Si tratterebbe, sostengono gli avvocati, di osservazioni che non aggiungevano nulla rispetto ai commenti già circolati tra gli ascoltatori di podcast e i telespettatori delle trasmissioni dedicate al caso.
Il nodo della consulenza personologica
Diverso il discorso per la consulenza personologica, che al momento rimane nel cassetto. «Non depositiamo ancora quella personologica perché riteniamo non utilizzabile ai fini di prova quella del Racis», hanno chiarito i due legali. La loro relazione, in altre parole, verrà tirata fuori soltanto qualora l’elaborato del Racis dovesse essere considerato utilizzabile come prova.

