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Garlasco, il sopralluogo del killer alle 7:30 del mattino. L’uomo in bici e l’ipotesi della premeditazione

Emergono nuovi dettagli inediti, l’ora del delitto spostata in avanti nel tempo cancella le vecchie certezze

Garlasco, il sopralluogo del killer alle 7:30 del mattino. L’uomo in bici e l’ipotesi della premeditazione

L’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco resta avvolto nel più profondo mistero. Ogni giorno emergono fatti nuovi che portano gli inquirenti a rimettere tutto in discussione. Il vero volto del killer ancora non si conosce, nonostante una condanna in via definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, il fidanzato della vittima. La perizia della dottoressa Cattaneo, il documento considerato cruciale per decidere se andare o meno ancora a processo, ribalta ogni vecchia convinzione. Il delitto sarebbe da posticipare nel tempo, non più intorno alle 9-9:30 del mattino ma oltre le 10. Questo però toglierebbe Stasi della scena, la certezza dei giudici che lo hanno condannato è che Alberto dalle 10 di quel tragico 13 agosto 2007 era al pc di casa sua e stava lavorando alla sua tesi. L’unico altro indagato è Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara. Su di lui però ci sarebbero solo prove indiziali, Dna sotto le unghie di Chiara appartenenti forse al suo ceppo familiare e presunte impronte sul muro delle scale che conducono al seminterrato.

Per questo ogni elemento nuovo potrebbe rivelarsi decisivo per risolvere il caso. Il nuovo testimone, uscito allo scoperto dopo un lungo silenzio, sostiene qualcosa di inedito, ma che se confermato riscriverebbe totalmente la dinamica del delitto. Si tratta di un particolare ritenuto “irrilevante” dallo stesso uomo ma solo perché si parlava di un orario diverso per l’omicidio, con il cambio di timing del delitto, questo aspetto potrebbe avere invece la sua importanza, naturalmente se confutato con prove, altrimenti resterebbero parole al vento.

Questo il suo racconto. “Dopo essermi alzato alle 7, sono uscito per fare un giro in bicicletta. Passando per via Pavia, all’incrocio con via Pascoli – la strada dove sorge la casa dei Poggi – ho notato qualcosa. Con la coda dell’occhio – sostiene il testimone in tv a Mattino Cinque – ho visto una persona, credo un uomo, curva sulla bicicletta davanti, come se stesse toccando la gomma”. Poi spiega il perché della decisione di non dire nulla ai carabinieri. “L’ho ritenuto irrilevante“.

Il motivo? L’omicidio era stato collocato nella fascia oraria della tarda mattinata e quell’avvistamento invece risaliva alle 7:30 del mattino. Si apre il dibattito in tv su questo nuovo elemento e si avanzano diverse ipotesi. Non è escluso a questo punto che il killer potrebbe aver fatto un primo sopralluogo molto presto al mattino e sarebbe poi tornato successivamente nell’abitazione dopo aver appreso delle informazioni. Se questa pista venisse confermata però si tratterebbe di premeditazione. Solo ipotesi, nessuna certezza, a distanza ormai da quasi 19 anni dall’omicidio.