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Garlasco, rispunta la pista della pedofilia. Ricatti e segreti al santuario della Bozzola
Le nuove interpretazioni allontanano i sospetti su Stasi e Sempio

Garlasco, torna la pista della pedofilia. Ma il legame con Chiara è un mistero
Sono passati ormai più di 18 anni da quel drammatico 13 agosto del 2007 in cui venne uccisa Chiara Poggi a Garlasco, ma la verità su quel delitto è sempre più lontana, nonostante una condanna definitiva ai danni del suo fidanzato Alberto Stasi. La nuova inchiesta si concentra sull'amico del fratello della vittima, ma anche su Andrea Sempio non ci sono certezze. Nonostante il dettagliato esame probatorio, infatti, non sono emersi tali da far tremare Sempio, nonostante qualche indizio. Così ora da qualche giorno si è riaperta una nuova pista che allontanerebbe ancora di più le colpe di Stasi ma anche di Sempio. La conferma arriva dall'avvocato di Sempio, Massimo Lovati, che attraverso un'intervista ha riproposto questa possibilità che era stata però accantonata dagli inquirenti.
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"Non dimentichiamoci di Don Cervio - dice Lovati - che già nel 2006 aveva denunciato alla Curia vescovile l'insorgenza di questi fenomeni di pedofilia presso il Santuario della Bozzola". Un altro punto toccato durante l'intervista riguarda dei minori stranieri: al momento dell'omicidio di Chiara, infatti, bambini arrivati da Lampedusa vennero portati da Milano a Garlasco, specificamente nella zona delle Bozzole, per poi sparire nel nulla. Tutti questi minori raccontavano storie identiche e il più grande tra loro aveva quasi 14 anni. Sono tutte supposizioni, la verità è che a 18 anni dall'omicidio nessuno ha certezze. E anche su questa pista manca un elemento fondamentale, il nesso con Chiara Poggi.