Niente Air Force One per George Clooney. Alla Scuola Vecchia della Misericordia, ospite dell’evento “The Future of Creativity” organizzato da Finch & Partners e Creative Artists Agency, l’attore ha chiuso la questione senza girarci troppo intorno: “Io candidato presidente USA? Assolutamente no”. Il motivo, spiega, è tutto in un numero: 65 anni. “Credo che abbiamo bisogno di voci nuove, giovani, capaci di portare idee e punti di vista diversi”, ha detto, aggiungendo che sarebbe felicissimo di fare il tifo per chi decidesse di scendere in campo al posto suo.
Non che Clooney sia un neofita della politica: è dal 1988 che si dà da fare per raccogliere fondi per i democratici, quindi la domanda alla fine ci sta tutta. Ma la sua idea per il futuro del partito guarda altrove: tra i nomi fatti ci sono il giovane senatore della Georgia Jon Ossoff, il governatore del Kentucky Andy Beshear e, tra i soliti sospetti, il governatore della California Gavin Newsom. Morale della storia: se cercavate conferme su un ticket Clooney 2028, mettetevi l’anima in pace: l’attore preferisce restare dietro la macchina da presa, non dietro il Resolute Desk.


