Intesa Sanpaolo al Forum di Cernobbio: per Gros-Pietro l’IA accelera le aggregazioni, focus su Mps ed extraprofitti
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il settore bancario e, secondo Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, finirà per accelerare ulteriormente il processo di aggregazione tra gli istituti. Intervenendo a margine del Forum Teha di Cernobbio, Gros-Pietro ha definito quella digitale come una vera e propria nuova rivoluzione tecnologica, nella sua forma più avanzata rappresentata proprio dall’intelligenza artificiale. Il nodo centrale, secondo il presidente di Intesa Sanpaolo, riguarda la dimensione degli investimenti necessari per affrontare la trasformazione.
Gros-Pietro ha parlato di costi “enormi”, soprattutto sul fronte del personale, ricordando che il gruppo ha assunto più di 5mila giovani negli ultimi anni. La dimensione dell’istituto diventa quindi decisiva: “Se sei grande puoi fare l’investimento, se non sei grande, se non hai abbastanza clienti non lo puoi sostenere”, ha spiegato. Per Gros-Pietro, proprio le economie di scala rappresentano una delle ragioni principali alla base del processo di consolidamento che sta interessando l’industria finanziaria a livello mondiale.
A Cernobbio il presidente di Intesa Sanpaolo è tornato anche sul tema delle aggregazioni bancarie e, in particolare, sull’operazione relativa a Mps. Gros-Pietro ha sostenuto che l’ingresso di nuove realtà nel gruppo può generare “riflessi positivi”, richiamando il precedente di Ubi Banca. Secondo il presidente, gli azionisti e i dipendenti di Ubi sarebbero soddisfatti dell’ingresso nel gruppo, mentre anche i vertici della banca avrebbero trovato spazio nella nuova struttura. Sul timore che Mps possa perdere autonomia, marchio o sede, Gros-Pietro ha poi escluso uno scenario di questo tipo. “Non succede questo”, ha affermato, sottolineando come i soci entrati nel capitale di Intesa Sanpaolo negli ultimi anni abbiano ottenuto, a suo giudizio, dividendi migliori e una prospettiva più positiva sul futuro.
Un altro tema affrontato a Cernobbio è stato quello della tassazione degli extraprofitti bancari. Gros-Pietro ha ricordato che sul tavolo ci sono sia ipotesi di tassazione sia possibili accordi, aggiungendo che Intesa Sanpaolo ha già siglato più di un’intesa in questa direzione. Il presidente ha però richiamato la necessità di mantenere un equilibrio tra sistema bancario e Paese. “Se il Paese non va bene non vanno bene neanche le banche, ma vale anche il contrario”, ha osservato, avvertendo che un eccessivo indebolimento degli istituti di credito rischierebbe di privare l’economia di un sostegno importante alla crescita.
Le parole di Gros-Pietro delineano così una strategia basata su dimensione, investimenti tecnologici e consolidamento. Da una parte, la diffusione dell’intelligenza artificiale richiede risorse sempre maggiori e competenze specialistiche; dall’altra, il processo di aggregazione viene indicato come uno strumento per sostenere tali investimenti e preservare la competitività degli istituti. Sul fronte fiscale, invece, la linea indicata dal presidente di Intesa Sanpaolo è quella di un equilibrio che tenga insieme il contributo delle banche al sistema economico e la necessità di non comprometterne la solidità.


