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Cronache

Ecco il testo dell'ordinanza con il quale la Corte d'assise di Palermo ha disposto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sia sentito come teste al Quirinale nel processo Stato-mafia.

La Corte, preso atto, della richiesta formulata dal pubblico ministero all'udienza del 17 luglio 2014, affinche' si proceda all'esame testimoniale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gia' ammessa con ordinanza del 17 ottobre 2013, sciogliendo la riserva formulata all'udienza del 28 novembre 2013, sulla sollecitazione rivolta da taluna delle parti alla Corte stessa, affiche' rivaluti il provvedimento di ammissione della testimonianza del Capo dello Stato ai sensi dell'articolo 495 (comma 4 cpp) pronunzia la seguente ordinanza: occorre premettere che la superfluita' o irrilevanza di una prova testimoniale deve essere valutata dal giudice esclusivamente in relazione ai fatti oggetto dell'articolato e alla sua riferibilita' al teste indicato e non gia' in relazione a o in previsione di, che il teste medesimo puo' sapere o non sapere in relazione ai fatti medesimi.

Infatti non si puo' di certo escludersi il diritto di ciascuna parte di chiamare e interrogare un testimone su fatti rilevanti per il processo sol perche' quel testimone abbia, in ipotesi anche e persino, in una precedente deposizione testimoniale, escluso di essere informato dei fatti medesimi. E cio' quantomeno al fine di consentire alla parte richiedente di acquisire nel contraddittorio e nelle forme previste, prescritte per il processo, quel contenuto dichiarativo che, seppure negativo, riguardo alla conoscenza di determinati fatti, potrebbe tuttavia assumere una valenza non necessariamente neutra nel contesto delle altre acquisizioni probatorie e della loro valutazione interpretativa. Pur dopo la lettera inviata dal teste il 31 ottobre 2013 la pubblica accusa non ha rinunciato, ed anzi ha reiterato, la richiesta di assumere la testimonianza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

La Corte ha gia' ritenuto che tale testimonianza, cui fatto oggetto dell'articolato di prova, oltre che ammissibile nei limiti gia' precisati con l'ordinanza del 17 ottobre 2013, appare ne' superflua ne' irrilevante. Successivamente a tale pronuncia non sono state acquisite elementi di sorta che possano consentire di superare quella valutazione di ritenere, oggi in ipotesi, che tale testimonianza sia invece divenuta superflua. Tra i nuovi elementi che possono condurre a riconsiderare il provvedimento del 17 ottobre 2013 invero non puo' ricomprendersi la lettera inviata dal teste in data 31 ottobre 2013. Sia perche' il suo contenuto rappresentativo non e' utilizzabile nel processo in assenza di accordo acquisitivo della stessa, accordo nella fattispecie non intervenuto ed anzi espressamente negato da talune delle parti. Sia, soprattutto ed in ogni caso, perche', come si e' gia' detto in premessa, ove anche si volesse prendere atto del diniego di conoscenze gia' espresso dal teste, cio' nonostante, non potrebbe di per se' solo ritenersi che sia venuto meno l'interesse della parte richiedente ad assumere la testimonianza, anche soltanto per acquisire la dichiarazione negativa di conoscenza, impone che siano utilizzabili nel processo. Ne consegue che deve darsi corso alla testimonianza in questione acquisendo innanzitutto la conferma della disponibilita' gia' manifestata dal Presidente della Repubblica. E, in caso positivo, l'indicazione del giorno e dell'ora nei quali la testimonianza potra' essere espunta nella sede in cui il teste esercita la funzione di Capo dello Stato. Quanto poi alle modalita' dell'esame la Corte ritiene che, (in assenza di norme specifiche integrative della questione di cui all'articolo 505 cpp, possa applicarsi in via analogica e nei limiti in cui sia compatibile, il dettato di cui all'articolo 502 cpp, per il caso di esame a domicilio di testimone. Con conseguente esclusione della presenza oltre che del pubblico anche degli imputati e delle altre parti che saranno rappresentate dai rispettivi difensori. Per questi motivi dispone darsi corso all'audizione testimoniale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con le modalita' specificate in comunicazione riservandosi di indicare la data e l'ora di espunsione della prova all'esito della interlocuzione con il teste medesimo.

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