Il 23 luglio 2015 alle ore 18,30 la motonave Ivy battente bandiera delle Isole Cook (di proprietà di una società con sede nelle Isole Marshall) lasciava il porto di Piombino verso Civitavecchia. A bordo 1888 balle di Combustibile Solido Secondario destinate a un cementificio bulgaro provenienti da la discarica Le Strillaie di Grosseto.
Un’ora dopo la partenza, in conseguenza di un incidente della Motonave, il Comandante dava ordine di sversare in mare una parte del carico, pari a 56 balle di combustibile solido secondario (CSS) : 65 tonnellate di plastica finivano nelle acque protette del Santuario dei Cetacei.
“Nessuna autorità marittima venne a conoscenza dell’incidente fino al 31 luglio dello stesso anno, quando una balla finì nelle reti di un peschereccio nel Golfo di Follonica. Il comandante della nave infatti non segnala il fatto, lo fa il ricevente (il cementificio) in Bulgaria che aveva ricevuto (acquistato) il carico.
Da qui partì una catena di incomprensibili vicende: le istituzioni preposte che, invece di intervenire, si sono rimpallate ruoli e responsabilità che hanno lasciato per cinque anni tonnellate di plastica in quel mare dell’Arcipelago Toscano, cuore del Santuario Internazionale dei Cetacei, un’area marina protetta internazionale istituita nel 1999 grazie ad un accordo tra Italia Francia e Principato di Monaco (in Italia il Santuario per i Mammiferi Marini è stato istituito nel 1991 come Area Naturale Marina Protetta), e le sue creature in balia di tonnellate di plastica”.
E ancora oggi, ne mancano all’appello circa 40 balle di CSS.
L’ Ammiraglio Ispettore Aurelio Caligiore, responsabile del Reparto Ambientale Marittimo della Guardia Costiera, sarà il coordinatore del tavolo tecnico istituito dal commissario Angelo Borrelli per l’emergenza nazionale che è stato appositamente costituito a seguito dell’emanazione dell’OCPC in data 24 luglio u.s..
La sala della protezione civile del porto di Piombino diventerà il centro di coordinamento per la missione di recupero delle Ecoballe e fronteggerà l’emergenza nazionale.
Siamo andati a conoscere l’Ammiraglio dal 2012 ad oggi impiegato presso il Gabinetto del Ministro dell’ambiente e della tutela territoriale e del Mare in qualità di Capo reparto ambientale Marino del corpo delle Capitanerie di Porto (RAM) una vera autorità della nostra (Marina Militare) Guardia Costiera per la tutela del territorio e del mare il cui curriculum registra Encomi/Medaglie al merito e Nastri. Esperto nazionale distaccato presso la commissione europea direzione generale ambientale unità “protezione civile e antinquinamento marino (2003/2005). Una vita spesa in difesa del mare.
L’INTERVISTA
Ecoballe/Golfo Follonica, Ammiraglio cosa gli ha insegnato questa storia?
Mi ha confermato che la tutela dell’ambiente è una priorità per la sopravvivenza e la salvaguardia di tutte le specie, soprattutto quella umana.
Il 31 luglio ha ricevuto una risposta che attendeva, ce ne parla?
Il 31 luglio è stato proclamato lo stato di emergenza nazionale sulla questione, che è il modo più diretto ed efficace per risolvere una situazione delicata ormai in stallo da troppo tempo.
Lei nasce in Sicilia, a Siracusa ci parla di lei, di cosa significa da Biologo quale lei è lavorare da 44 anni in Marina?
Non ho mai visto conflitto tra l’essere un biologo e un membro della Guardia Costiera, ma anzi un valore aggiunto che ha arricchito la mia esperienza e portato specifico know-how nel settore.
Cosa vorrebbe dire ai ragazzi che ci leggono. Alle nuove generazioni?
Ai ragazzi che ci leggono vorrei dire: studiate, approfondite, siate curiosi, ma soprattutto abbiate cura del mare perché sarete voi i prossimi custodi del mondo e dell’ambiente.

