Papa vegliaPapa Francesco è arrivato poco fa al Centro immigrati Astalli di Roma, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia, per la prevista visita, senza scorta. Centinaia le persone assiepate lungo le transenne che delimitano l’area: lo chiamano per ricevere da lui un saluto o un gesto. Il Pontefice si sofferma con alcuni di loro, parla e stringe mani. L’incontro di Francesco è strettamente privato.
Il Pontefice saluterà gli immigrati che nel Centro Astalli ricevono ogni giorno assistenza. Dopo aver parlato con loro ne incontrerà altri nella Chiesa del Gesù, luogo fortemente simbolico e significativo per il Centro Astalli in quanto lì si trova la tomba di Padre Pedro Arrupe, fondatore del servizio dei Gesuiti per i rifugiati. All’arrivo di Papa Francesco in via degli Astalli vi era una trentina di rifugiati, per lo più africani, in fila per la Messa. Il Pontefice prima di entrare si è fermato a salutarli, a baciarli e abbracciarli. Poi ha cercato di tornare indietro verso le transenne per stringere le mani anche ai tanti curiosi e turisti che aspettavano di vederlo. Ha salutato alzando le braccia verso la folla presente e infine è entrato nel Centro dei Gesuiti.
