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Cronache
Il Papa: "Corruzione anche nelle missioni di pace"

"Finche' ci sara' una cosi' grande quantita' di armamenti in circolazione come quella attuale, si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilita'". Con queste parole Papa Francesco rinnova l'appello di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI "in favore della non proliferazione delle armi e del disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico". "Non possiamo non constatare - denuncia nel Messaggio per la Giornata della Pace - che gli accordi internazionali e le leggi nazionali, pur essendo necessari ed altamente auspicabili, non sono sufficienti da soli a porre l'umanita' al riparo dal rischio dei conflitti armati".

Da parte sua, assicura il Pontefice, "la Chiesa alza la sua voce per far giungere ai responsabili il grido di dolore di quest'umanita' sofferente e per far cessare, insieme alle ostilita', ogni sopruso e violazione dei diritti fondamentali dell'uomo". "Molti - denuncia Francesco - sono i conflitti che si consumano nell'indifferenza generale". "A tutti coloro che vivono in terre in cui le armi impongono terrore e distruzioni, assicuro - scrive - la mia personale vicinanza e quella di tutta la Chiesa" che "ha per missione di portare la carita' di Cristo anche alle vittime inermi delle guerre dimenticate, attraverso la preghiera per la pace, il servizio ai feriti, agli affamati, ai rifugiati, agli sfollati e a quanti vivono nella paura". "Per questo motivo - continua il Pontefice - desidero rivolgere un forte appello a quanti con le armi seminano violenza e morte: riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la vostra mano! Rinunciate alla via delle armi e andate incontro all'altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi!".

"In quest'ottica - scrive Bergoglio - appare chiaro che nella vita dei popoli i conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite che richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre costituiscono il rifiuto pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali che la comunita' internazionale si e' data". Secondo Francesco, "e' necessaria una conversione dei cuori che permetta a ciascuno di riconoscere nell'altro un fratello di cui prendersi cura, con il quale lavorare insieme per costruire una vita in pienezza per tutti". "E' questo - riconosce Francesco - lo spirito che anima molte delle iniziative della societa' civile, incluse le organizzazioni religiose, in favore della pace. Mi auguro che l'impegno quotidiano di tutti continui a portare frutto e che si possa anche giungere all'effettiva applicazione nel diritto internazionale del diritto alla pace, quale diritto umano fondamentale, pre-condizione necessaria per l'esercizio di tutti gli altri diritti".

Corruzione anche nei contingenti in missione pace - Nella lotta alla tratta, sono stati compiuti alcuni passi in quanto "i governi e la comunita' internazionale, cui spetta in primo luogo di prevenire e di impedire tale fenomeno, non hanno mancato di prendere misure a vari livelli per bloccarlo e per proteggere e assistere le vittime di questo crimine, non di rado collegato al commercio delle droghe, delle armi, al trasporto di migranti irregolari, alla mafia". Lo riconosce Papa Francesco nel discorso rivolto questa mattina agli ambasciatori, che contiene pero' anche una forte denuncia in tema di tratta e traffici di droga e armi. "Purtroppo - afferma il Papa - non possiamo negare che talvolta ne sono stati contagiati anche operatori pubblici e membri di contingenti impegnati in missioni di pace".

Nella lotta alla corruzione, secondo Papa Francesco, "per ottenere buoni risultati occorre che l'azione di contrasto incida anche a livello culturale e della comunicazione". "E su questo piano - spiega - c'e' bisogno di un profondo esame di coscienza: quante volte infatti tolleriamo che un essere umano venga considerato come un oggetto, esposto per vendere un prodotto o per soddisfare desideri immorali?". "La persona umana - ricorda - non si dovrebbe mai vendere e comprare come una merce. Chi la usa e la sfrutta, anche indirettamente, si rende complice di questa sopraffazione". Nel suo discorso - che riecheggia alcuni dei temi sviluppati nel Messaggio per la Giornata della Pace, diffuso proprio oggi - il Papa fa riferimento "alla Comunita' internazionale, alle molteplici iniziative che si portano avanti per promuovere la pace, il dialogo, i rapporti culturali, politici, economici, e per soccorrere le popolazioni provate da diverse difficolta'". "Ho voluto condividere queste riflessioni su una piaga sociale dei nostri tempi, perche' - confida - credo nel valore e nella forza di un impegno concertato per combatterla". "Esorto pertanto - conclude Francesco - la Comunita' internazionale a rendere ancora piu' concorde ed efficace la strategia contro la tratta delle persone, perche', in ogni parte del mondo, gli uomini e le donne non siano mai usati come mezzi, ma vengano sempre rispettati nella loro inviolabile dignita'".

Sperequazioni sociali si superano con politiche redditi - "La necessita' di politiche che servano ad attenuare una eccessiva sperequazione del reddito" e' affermata da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata della Pace, reso noto oggi. Nel documento, intitolato "Fraternita', fondamento e via per la pace", il nuovo Pontefice denuncia "con preoccupazione la crescita di diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica". "Le gravi crisi finanziarie ed economiche contemporanee", secondo Bergoglio trovano la loro origine anche "nel depauperamento delle relazioni interpersonali e comunitarie" e nella ricerca del guadagno "oltre ogni logica di una sana economia".

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