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Armani, vendere il 15% è più complicato del previsto. “Non prima del 2027”, ecco che cosa sta succedendo

Giro d’affari da 6 miliardi con le partnership

Armani, vendere il 15% è più complicato del previsto. “Non prima del 2027”, ecco che cosa sta succedendo
Giorgio Armani

Giorgio Armani nel suo testamento depositato poco prima della sua morte, avvenuta il 4 settembre 2025, era stato chiaro sulle sue volontà. Lo stilista di fama mondiale aveva messo nero su bianco le direttive per il futuro del suo impero della moda. Il nodo del futuro del gruppo Armani potrebbe sciogliersi con l’ingresso nel capitale con quote uguali (cioè con un 5% ciascuno) di LVMH, EssilorLuxottica e L’Oréal. I tre partner, vale a dire, che Armani ha indicato come i preferiti per lo sviluppo industriale della società. Armani ha dato indicazioni precise. Tra i 12 e i 18 mesi dalla lettura del testamento, in estrema sintesi, il 15% della holding può andare a un partner che, che nell’arco di 3/5 anni, potrà poi acquisire un’ulteriore quota fino al 54,9%. Ma a quanto pare i tempi potrebbero allungarsi.

Il capitolo chiave resta quello della vendita, per gradi. Gli amministratori della Fondazione presieduta da Pantaleo Dell’Orco, “tenuto conto — scrivono nella relazione e lo riporta Il Corriere della Sera — delle indicazioni testamentarie relative alla prima cessione di una quota di minoranza della Giorgio Armani spa, considerati anche i tempi previsti necessari all’organizzazione di un’operazione di vendita con un selezionato e qualificato investitore strategico, ritengono che la cessione non potrà avvenire prima del 2027“.