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Ex Ilva, la cordata italiana e la corsa contro il tempo. Arvedi, Marcegaglia, Feralpi…

Via libera di Federacciai al tentativo di salvare l’impianto di Taranto

Ex Ilva, la cordata italiana e la corsa contro il tempo. Arvedi, Marcegaglia, Feralpi…
Adolfo Urso

Corsa contro il tempo per salvare l’acciaieria di Taranto. Il futuro dell’ex Ilva è appeso a un filo ma da Federacciai arriva un segnale di speranza: via libera alla cordata italiana per salvare l’impianto. Ma è anche una corsa contro il tempo. I giudici infatti hanno stabilito che l’area a caldo dovrà essere fermata entro fine ottobre. Tra le imprese siderurgiche interessate al coinvolgimento nell’iniziativa finalizzata alla ripresa e al rilancio degli impianti dell’ex Ilva non interessati dal blocco dell’area a caldo — ha detto Antonio Gozzi, presidente di Federacciai — figurano “praticamente quasi tutti” gli acciaieri italiani: tra gli altri, Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame, Lucchini. “Abbiamo dato disponibilità immediata per un confronto con il governo, non faccio ragionamenti: le trattative non si fanno sui giornali, il tema sarà discusso con il governo”.

Sull’ex Ilva di Taranto, il consiglio di presidenza di Federacciai aveva dato mandato al presidente Antonio Gozzi “di trasmettere agli enti competenti, in nome e per conto di un gruppo di aziende che hanno già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale”. Lo comunica Federacciai sull’ex Ilva. “Il consiglio ha inoltre dato mandato al presidente di verificare con il Governo l’esistenza di tali condizioni” aggiunge la nota. Oggi infatti il consiglio di Federacciai ha ascoltato “la relazione del presidente Antonio Gozzi sulla vicenda dell’ex Ilva di Taranto e sull’eventuale coinvolgimento delle imprese siderurgiche italiane nell’iniziativa finalizzata alla ripresa e al rilancio degli impianti non interessati dal blocco dell’area a caldo conseguente all’ordinanza della Corte d’Appello di Milano”.

Le imprese dell’indotto ex Ilva mantengono fermo lo stato di agitazione dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo a Taranto e preparano i licenziamenti collettivi. Questa mattina si é svolta una riunione delle associazioni che riuniscono le aziende dell’indotto: Confindustria Taranto, Confapi Taranto, Aigi, Confartigianato e Federmanager. La riunione si é tenuta nell’ambito del “Tavolo Permanente per Taranto” istituito due settimane fa dagli imprenditori “impegnati a individuare soluzioni atte a scongiurare il disastro occupazionale ed economico che andrà a determinare la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva.