La Consulta deciderà il futuro dell'Ilva. Riva pronti ad andarsene, pm pronti a chiedere il processo immediato

L'ora x sta arrivando. Tra 24 ore, forse qualcosa in più, arriverà una svolta decisiva sul caso Ilva. A Taranto grande attesa per la sentenza della Consulta sulla legge ribattezzata "ad aziendam" e salva-Ilva. I giudici devono dirimere il conflitto sollevato dal gip Patrizia Todisco. Se la legge promossa dal ministro dell'Ambiente Clini verrà bocciata la famiglia Riva è già pronta ad abbandonare Taranto. Intanto continuano le indagini della Procura: presto può arrivare la richiesta di processo immediato. Intanto, dopo il corteo di domenica, la settimana prossima in città si vota per il referendum consultivo.
CONSULTA AL BIVIO - Martedì sera, o al più tardi mercoledì mattina, arriverà la decisione della Corte Costituzionale. I giudici devono decidere sulla legge datata 3 dicembre 2012. Una legge chiamata "salva-Ilva" e definita "ad aziendam" da chi ha visto nel dispositivo promosso dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini un aiuto al gruppo Riva. La legge, varata a larghissima maggioranza dal vecchio parlamento, consente all'Ilva di utilizzare gli impianti dell'area a caldo sottoposti a sequestro senza facoltà d'uso lo scorso luglio. I fumi che escono da quegli impianti sono ritenuti dai magistrati tarantini la causa di morti e malattie per gli operai e i semplici cittadini della città pugliese, in particolare per i residenti del quartiere Tamburi, il più vicino all'impianto siderurgico più grande d'Italia. Una legge che è servita all'azienda anche per oltrepassare le ordinanze del gip Patrizia Todisco, che non a caso ha sollevato il conflitto di attribuzioni insieme al tribunale d'appello di Taranto. Nei due provvedimenti si sostiene che la legge viola la separazione tra poteri dello Stato e "usurpa" le funzioni dei magistrati garantite dalla Costituzione.
IPOTESI 1: LEGGE PROMOSSA - La prima possibilità è che la Consulta dia ragione all'esecutivo Monti e che quindi salvi la legge di Clini. In questo caso l'Ilva potrebbe continuare a produrre ma ci si aspetta una dura opposizione dei magistrati. Negli ultimi mesi, infatti, si è respirato un clima di calma apparente in attesa della decisione della Corte Costituzionale. Ma dopo la sentenza, qualsiasi essa sia, sono già pronti nuovi colpi di scena. Il pm Franco Sebastio potrebbe presto chiedere il rinvio a giudizio con processo immediato per gli indagati, a partire dai vertici dirigenziali dell'azienda. Ovviamente, però, una sentenza favorevole sarebbe un punto a favore per l'Ilva. Il nuovo gruppo dirigenziale, a partire da Bondi, dovrà in quel caso gestire l'ammodernamento dell'impianto e l'adeguamento alle norme dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale) della scorsa estate.
IPOTESI 2: LEGGE BOCCIATA - L'alta opzione è che i giudici della Consulta diano ragione al gip Todisco e ai magistrati tarantini, bocciando la legge. Questo sarebbe uno strappo molto più forte. Tornerebbero in essere le ordinanze e i sequestri firmati dal gip Todisco. Secondo alcune voci, con una sentenza contraria i Riva lasceranno l'acciaieria. La conseguenza più ovvia sarebbe il fortissimo rischio di perdita dei posti di lavoro per migliaia di operai. Il futuro del siderurgico diventerebbe una grossa incognita.Sotto il profilo dell'inchiesta, una sentenza della Consulta favorevole ai pm non farebbe che dare nuovo impulso all'azione giudiziaria, pronta ad arrivare alla sfida finale.
"TARANTO VUOLE GIUSTIZIA" - Nel frattempo Taranto è in mobilitazione. Domenica sono scese in piazza circa cinquemila persone per manifestare in difesa del diritto alla salute. Presenti semplici cittadini e tanti pediatri e medici costretti, sentendo le loro testimonianze, "a fare una diagnosi di tumore una volta al giorno". In testa al corteo anche la vedova di Ciro Moccia, l'ultimo operaio morto a 42 anni mentre era al lavoro all'interno dello stabilimento. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi per Taranto. Il cordone ombelicale d'acciaio tra l'Ilva e la città rischia di recidersi.
@LorenzoLamperti