Ue e Italia nuovamente in rotta di collisione sull’emergenza immigrazione. Il portavoce della Commissaria Cecilia Malmstrom, Michele Cercone, ha parlato di una lettera – spedita “in marzo al governo italiano” ma rimasta “senza risposta” – in cui si chiedevano “indicazioni concrete” su quello che Bruxelles avrebbe potuto fare in piu’ rispetto a quanto gia’ messo in campo. Immediata la replica del ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “ci sono quattro indicazioni precise che noi abbiamo sempre dato in tutti i contesti”, assistenza umanitaria in Africa, Europa direttamente coinvolta nel soccorso in mare, sede di Frontex in Italia, diritto d’asilo non limitato al Paese di primo ingresso. “Noi – ha rincarato la dose il ministro dell’Interno – non consentiremo che nessuno, neanche a livello di rapporto tra Commissione Ue e singoli Stati, giochi a scaricabarile facendo si’ poi che il conto lo paghi l’Italia. Se ci sara’ da andare dalla Malmstrom, io ci andro’ anche domattina: invece di scrivere letterine andro’ a dirle chiaramente in faccia quali sono le nostre richieste”. Il portavoce di Cecilia Malmstrom sembra “evidenziare una distinzione di responsabilita’ tra il governo dell’Europa, la Commissione, e le responsabilita’ dei singoli Stati. Ma noi non consentiremo che nessuno, neanche a livello di rapporto tra Commissione Ue e singoli Stati, giochi a scaricabarile facendo si’ poi che il conto lo paghi l’Italia”.
Ai microfoni di Radio24, il ministro dell’Interno Angelino Alfano assicura che “se ci sara’ da andare dalla Malmstrom, io ci andro’ anche domattina: invece di scrivere letterine andro’ a dirle chiaramente in faccia quali sono le nostre richieste.
Se la Commissione o i singoli Stati giocano a scaricabarile, noi non siamo nati ieri, sapremo rappresentare con forza le ragioni dell’Italia”. Nel frattempo, sono 17 i cadaveri recuperati dalla Marina dopo il naufragio del barcone carico di migranti affondato ieri a 40 miglia dalla Libia: 200 i profughi tratti in salvo, mentre nella zona proseguono le ricerche di eventuali dispersi e si vagliano i racconti dei superstiti, per verificare se il bilancio possa considerarsi definitivo. La procura di Catania ha aperto un’inchiesta sul naufragio: gli inquirenti intendono individuare gli scafisti del natante e accertare loro eventuali responsabilita’ dirette nel disastro.
Tra morti naufragio bimba 6 mesi; indicati 2 scafisti – Tra le diciassette vittime, oltre a dodici donne, ci sono due bambine di sei mesi e un anno. Lo ha reso noto il capitano di fregata Stefano Frumento appena sceso dalla ‘Grecale’ che ha trasportato sino al porto di Catania i 206 sopravvissuti, oltre alle vittime. Due gli scafisti individuati, si tratterebbe di giovani egiziani. La procura di Catania indaga per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e concorso in omicidio. A bordo della nave sono saliti agenti di polizia. “Mi hanno impressionato gli occhi dei sopravvissuti – ha detto il capitano – ancora pieni di terrore ma consapevoli di avercela fatta”. Tra loro ci sono anche 16 minori, alcuni di pochi mesi, sino al 9 anni. “Sono in buone condizioni”, ha aggiunto. Alcuni sopravvissuti hanno detto di essere partiti assieme a dei parenti di cui hanno perso le tracce.

