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Cronache
Test Invalsi 2024, emergenza matematica. Ma gli studenti migliorano in inglese

Prove Invalsi 2024, il ministro dell'Istruzione Valditara: "Ho fiducia nel sistema scolastico" 

Sono usciti i risultati delle prove Invalsi 2024 che mostrano a che livello di istruzione sono gli studenti e le studentesse italiane. Quest'anno, gli invalsi hanno coinvolto circa 1 milione di allievi della scuola primaria (prove in seconda e in quinta), circa 570 mila studenti delle medie (la prova si fa in terza) e più di 1 milione di quelli della scuola superiore. Le maggiori difficoltà che vengono evidenziate sono l'apprendimento della matematica e il divario tra l'istruzione del Nord Italia e del Centro rispetto a quella del Sud. Buoni i dati della dispersione scolastica, in diminuzione e al minimo storico nella penisola. 

La dispersione scolastica e la soddisfazione del ministro Valditara

Con il termine dispersione scolastica si intende il mancato conseguimento, entro un certo tempo, delle conoscenze minime obbligatorie. Stando ai risultati delle prove Invalsi 2024, in Italia si è abbassata rispetto all'anno precedente. Non solo, è anche al livello più basso mai registrato. Se nel 2019 era al 7,5% per poi alzarsi nel periodo del Covid (in cui le lezioni erano a distanza), era sceso nel 2023 all'8,7%, mentre oggi, nel 2024, è al 6,6%. Solamente due regione, Campania e Sardegna, mantengono un livello alto di dispersione scolastica, attorno al 10%. Nel resto d'Italia, però, il dato è positivo. 

Il ministro Giuseppe Valditara, in una seduta alla Camera dei deputati, ha commentato questo dato: "Sulla dispersione implicita ed esplicita si hanno dati clamorosi, perché la dispersione implicita è del 6,6% al 31 maggio 2024. Abbiamo un miglioramento di quasi un punto percentuale rispetto a prima della pandemia. Interessanti sono anche i dati della quota di studenti con buoni od ottimi risultati, 15,1% nel 2024 rispetto al 13,3% nel 2023. Ma, soprattutto, la quota di studenti con buoni o eccellenti risultati aumenta nel Sud del Paese". Mette anche l'accento sui dati relativi all'abbandono scolastico che sono in diminuzione rispetto agli anni scorsi.

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Il livello di matematica, italiano e inglese nelle scuole medie e superiori 

Più critici, invece, sono i livelli di matematica nelle scuole medie. Solo il 39%, infatti, degli studenti delle classi terze nel Sud Italia raggiunge il livello minimo nella materia. Il presidente Invalsi, Roberto Ricci, definisce "allarmante" questo dato. Inoltre, solo il 44% degli alunni di 15 anni (quindi già alle scuole superiori) del Mezzogiorno ha competenze di base in matematica. L'apprendimento della materia in questa zona d'Italia è critico e rappresenta uno dei punti in cui si nota il divario tra l'istruzione nelle regioni del Centro-Nord e del Sud. 

In realtà, la matematica fatica a essere appresa un po' dappertutto in quanto si evidenzia un calo anche nel Nord-Ovest e nel Centro. Se in tutta Italia gli studenti arrivano a malapena al livello base nella materia scientifica, in italiano il 62% degli alunni lo raggiunge. Per quanto riguarda l'inglese, nel Nord e nel Centro i livelli di apprendimento sono buoni. Nel Meridione, invece, c'è difficoltà: la quota di chi non raggiunge il livello A1 (base) è doppia rispetto al dato nazionale e quadrupla rispetto al Settentrione. 

Il livello di matematica, italiano e inglese nelle scuole elementari 

Lieve miglioramento per la matematica nelle scuole elementari. Anche se i risultati degli Invalsi del 2024 sono meno buoni rispetto a quelli del 2019 e del 2021, superano di 3 punti percentuali (67% nel '24 contro i 64% nel '23) quelli del 2023 per quanto riguarda l'acquisizione delle nozioni base della materia. Risultati meno soddisfacenti in italiano: dal 2022 continua a diminuire la quota di alunni che raggiungono la fascia base in questa materia. In generale, però, i risultati delle prove Invalsi del quinto anno sono buoni: in Italiano circa il 75% (era il 74% nel 2023 e l'80% nel 2022) raggiunge almeno il livello base; in Matematica circa il 68% (era il 63% nel 2023 e il 66% nel 2022); in Inglese-Reading il 95% (era l'87% nel 2023, il 94% nel 2022), mentre in Inglese-Listening l'86% (era l'81% nel 2023 e l'85% nel 2022).

Le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara 

Secondo il capo del  Ministero dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, i risultati del test Invalsi "mostrano un importante miglioramento sin dalla scuola primaria. Questi segnali di miglioramento vengono per alcuni temi particolarmente delicati che ci hanno visto sempre in fondo alle classifiche internazionali e vedono l'inizio di una svolta". E dichiara di avere molta fiducia nella scuola italiana perché questi risultati sono sia il "frutto di una serie di provvedimenti che abbiamo adottato, ma sono anche il frutto della competenza, dell'entusiasmo, della passione che vedo girando le scuole di tutta Italia, di docenti e dirigenti e tutti coloro che sono deputati a fare crescere i nostri ragazzi". 

Ci sono, però, ancora delle cose da migliorare: in primis, il potenziamento dell'italiano per gli studenti straniere alle scuole elementari. In secondo luogo, bisogna ridurre il divario tra Nord e Sud. Secondo Valditara serve "investire in Agenda sud, che dimostra di funzionare, dobbiamo estendere i tutor, avere le risorse per estenderli anche alla scuola media. Dobbiamo realizzare Agenda nord, perché paradossalmente ancora qualche criticità si realizza nelle grandi periferie e nelle città del nord. Dobbiamo attuare rapidamente, estendere più possibile la riforma dell'istruzione tecnico-professionale dove abbiamo previsto il potenziamento dell'italiano, della matematica e dell'inglese”. Come ultima cosa, ma non meno importante, stando al ministro bisogna “insistere sul potenziamento della didattica innovativa, sempre più tecnologica, con l'intelligenza artificiale che sia al servizio della personalizzazione degli apprendimenti". 
 

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