Cronache
Siria, autobomba dell'Isis a Damasco: 9 morti

L'Isis ha rivendicato l'attentato con autobomba messo a segno oggi contro un circolo della polizia a Damasco, costato la vita a nove persone. Nel comunicato diffuso sui social media, lo Stato Islamico ha dichiarato che uno dei suoi membri, di nazionalità siriana, ha fatto esplodere la vettura all'interno del locale, facendo 20 morti e 40 feriti. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha invece riferito di nove morti, tra cui agenti di polizia, e almeno 20 feriti.
Una fonte del ministero dell'interno, citata dalla televisione di stato, ha dichiarato che l'autista del veicolo ha cercato di forzare l'ingresso del circolo ufficiali di polizia, situato in un quartiere settentrionale della capitale, prima di essere fermato dalle guardie. "Un attentatore suicida si è fatto esplodere, causando morti e feriti", ha detto la televisione, senza fornire un bilancio preciso.
Davutoglu, Russia si ritirerà come in Afghanistan. Non ha usato mezzi termini il premier turco Ahmet Davutoglu a proposito della campagna militare di Mosca in Siria: "Nessuno dovrebbe dimenticare come le forze sovietiche, che erano potenti durante la Guerra Fredda, hanno lasciato l'Afghanistan in una situazione mesta. Quelli che oggi sono entrati in Siria lasceranno anche la Siria in modo mesto".
Alleanza Atlantica. La Nato "prenderà seriamente" e "valuterà come fare tutto il possibile" di fronte alla richiesta di aiuto per gestire la crisi dei migranti che sarà presentata dalla Turchia col sostegno della Germania nella ministeriale difesa in programma domani a Bruxelles. Lo dice il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, specificando di aver parlato stamani dal ministro della Difesa turco, che lo ha informato dell'intenzione di portare la questione alla riunione di domani. Stoltenberg ha aggiunto che la ministra della Difesa tedesca lo ha dal canto suo "informato dei colloqui della Cancelliera Merkel a Ankara". "Ci aspettiamo di avere dettagli - aggiunge Stoltenberg- e affronteremo l'argomento che è questione ch preoccupa molto".
Profughi in Turchia. Circa 70 mila rifugiati siriani raggiungeranno il confine turco, se la campagna militare nei territori controllati dall'opposizione nel nordovest continuerà a questa intensità. Lo ha dichiarato il primo ministro della Turchia, Ahmet Davutoglu, aggiungendo che Ankara non chiuderà le porte ai profughi. Nei giorni scorsi la Turchia ha tenuto chiusi i confini con la vicina Siria, mentre decine di migliaia di persone sono fuggite dal nordovest a causa della pesante campagna militare del regime e della Russia.
