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Cronache
Klaus Davi: "Pisani capo della polizia? Ottima scelta. L'antimafia..."

Klaus Davi: "Pisani capo della polizia? Ottima scelta"

"L'antimafia ha iniziato a declinare nel consenso popolare  nel momento in cui da contrasto territoriale in alcuni casi si è trasformata in un luogo di regolamento di conti politici. Da quel momento i cittadini hanno iniziato a crederci sempre meno e tutti gli indicatori sociali ma anche dell'Auditel suggeriscono purtroppo   che c'è un crollo di interesse per l'argomento. Lo vedo quotidianamente spulciando i dati degli ascolti tv". Klaus Davi parla con Affaritaliani, reduce da un blitz a Napoli, nel quartiere Ponticelli, che ha fatto il giro di siti e giornali per la reazione di un boss, Francesco de Martino, che si è tagliato vene e polsi per "protestare" contro la presenza del giornalista nel "suo" rione.

Partiamo dalla nomina di Vittorio Pisani a capo della Polizia. Come la interpreti?
Ha la mia totale stima e considerazione. Mi è molto piaciuto il lavoro che faceva sul territorio da capo della Mobile. Ha dato un grande aiuto a Napoli. Può essere un ‘simbolo’ (lui non amerebbe questo termine,  penso)   dell'antimafia non ideologizzata non "a tesi" ma che vuole incidere sul territorio senza guardare in faccia a nessuno.

Anche lui come te senza scorta…
Sono ruoli diversi. Lui è uno dei più acuti e intuitivi investigatori italiani. Io un semplice cronista che per il semplice fatto che interpello i capi mafia smuovo le acque perché provoco loro reazioni e li costringo a misurarsi con delle domande. Anche un attacco isterico è una forma semantica…

De Martino si è tagliato platealmente i polsi  davanti a te…
Se è sufficiente uno svizzero omosessuale che per di più gira da solo a mandare in escandescenza il capo della cosca "XX" di Ponticelli, vuol dire che abbiamo raggiunto qualcosa.

Non hai paura a girare da solo a Ponticelli?
No. Lo faccio anche ad Archi, ad Arghillà e a Reggio Calabria da anni. Se procure, prefetture e questure sono tranquille, allora vuol dire che tutto va bene. Fa parte del loro lavoro verificare queste cose. Dovesse succedere qualcosa, nessuno potrà dire che non era informato su come opero sul territorio.

Che differenza c'è tra Napoli e la Calabria?
Immensa. In Campania c'è una narrativa molto forte anche emozionale del fenomeno camorristico. Escono articoli - per esempio quelli di Leandro de Guaglio sul Mattino di Napoli - che non sono dei certo bollettini giudiziari  scritti in un cacofonico ‘polizieschese’  ma delle vere e proprie "saghe" delle faide pur nel massimo rispetto della verità  giudiziaria.

Saviano ha acceso le luci?
Ha tutta la mia ammirazione per la sua narrativa che ha aperto una strada.

Ti consideri un giornalista antimafia?
Assolutamente no. L'antimafia italiana è dominata da una componente culturale un po’  ‘vetero’  a cui io essendo un liberale  con riferimenti culturali ispirati ai fratelli Rosselli e all'ebraismo tedesco illuminato sono estraneo. Mi riferisco per esempio a Walther Rathenau politico, scrittore,  che fu ministro degli esteri nella Repubblica di Weimar e assassinato dagli hitleriani, quindi lontanissimo da una visione cattolica, che però rispetto profondamente  . Anche perché esprime sul territorio importanti realtà di impegno. Se non ci fossero per esempio le parrocchie,   la desertificazione di alcuni territori sarebbe totale. Sono solo un cronista.

Perché dici che certa antimafia è politicamente orientata?
Nella percezione popolare è cosi. Per cui la gente, dovendo invece fare i conti con i colletti bianchi e i mafiosi attivi  nei territori tutti i giorni, ha necessità di una presenza capillare garantita da decine di poliziotti, carabinieri e magistrati attivisti che lottano ogni santo giorno.

Fammi un esempio. I giovani a San Luca, Africo, Ponticelli cosa chiedono?
Cosa vuoi che interessi a loro della ‘maxi  trattativa Stato-mafia’ quando non hanno una palestra, una biblioteca, un campo da calcio decente? Chi si dice "di sinistra" dovrebbe fare le battaglie per questo. Parlo da ex amministratore in Calabria: c'è un vuoto totale, pauroso, crudele  delle istituzioni in intere zone del sud.  

Pessimista?
Lo Stato ha puntato sulla repressione e poco sulla prevenzione. In Calabria ha funzionato, le cosche sono indebolite. È sotto gli occhi di tutti. Ma non basta. Va ricreato un tessuto sociale.

Hai scelto i Led Zeppelin come colonna sonora della tua serie su Napoli Ponticelli?
Sì. È un gruppo totalizzante, assolutamente visionario e anticipatore. Quando Robert Plant in "Whole Lotta Love" scandisce l'acuto "Looooove" con una voce che risuona rabbiosa e disperata ci ‘leggo’  un messaggio di rabbia come dire ’ci siamo’  Queste terre sono abbandonate, abbandonate alle dittatura delle mafie. Quell'urlo così travolgente è un messaggio che arriva al cuore.

Ma la quella canzone parla di sesso…
Sesso, amore era comunque  il post 68, gli anni in cui i giovani si facevano sentire. Quello che ci vorrebbe oggi….

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Tags:
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