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Libia-Italia, Tardino a Nova: “La Sicilia deve essere la porta d’Europa, non la periferia”

Per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto la presidente, occorre “rafforzare la cooperazione, disporre di infrastrutture adeguate e partecipare ai tavoli che contano”

Libia-Italia, Tardino a Nova: “La Sicilia deve essere la porta d’Europa, non la periferia”
Foto da Agenzia Nova

La Sicilia vuole diventare la porta d’accesso europea per i traffici commerciali con il Nord Africa, superando il ruolo di periferia del continente. È l’obiettivo indicato ad “Agenzia Nova” da Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, dopo la firma del protocollo d’intesa con la Zona franca di Misurata, in Libia. “La Sicilia deve essere la porta d’Europa. Per troppo tempo abbiamo subito un disvalore proveniente dal fatto di essere considerati periferia d’Europa. Noi invece vogliamo essere la porta di accesso d’Europa da parte dei Paesi extra-Ue”, ha dichiarato Tardino. Per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto, occorre “rafforzare la cooperazione”, disporre di infrastrutture adeguate e partecipare “ai tavoli che contano”.

L’intesa è stata firmata oggi da Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e da Mohsen al Saqoutari, presidente del Comitato di gestione della Zona franca di Misurata, alla presenza di Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo libica, con il sostegno della Camera di commercio italo-libica. Punta a sviluppare la collaborazione tra il sistema portuale della Sicilia occidentale e lo scalo di Misurata, che ambisce a diventare un grande polo logistico e industriale tra Europa e Africa. “Si tratta di un protocollo che riempiremo di contenuti nella misura in cui cercheremo di sviluppare le potenzialità di cooperazione che possono nascere tra la Libia e la Sicilia e chiaramente l’Italia”, ha spiegato la presidente. L’obiettivo è incrementare i traffici marittimi e favorire lo sviluppo economico dei territori interessati. “Stiamo puntando a internazionalizzare sempre più l’ente. Ci poniamo come soggetto di raccordo tra il governo regionale, quello nazionale e i partner internazionali”, ha sottolineato Tardino, ricordando gli investimenti infrastrutturali realizzati negli ultimi anni nei porti siciliani, a partire da Palermo.

Alla domanda se la Sicilia possa diventare la porta europea del futuro corridoio commerciale che, attraverso Misurata, dovrebbe collegare il Mediterraneo ai mercati del Sahel e dell’Africa subsahariana, Tardino ha risposto: “È quello che ci auguriamo. Ho lavorato anche in altre vesti e in altri ruoli per far sì che la Sicilia non sia più la periferia d’Europa, ma veramente la porta di accesso d’Europa”.

La presidente ha affrontato anche il tema della crescente concorrenza cinese e turca in Libia. Interpellata sul rischio che l’Italia arrivi in ritardo rispetto agli altri operatori internazionali, ha riconosciuto che il Paese “probabilmente rischiava di arrivare un po’ tardi”, sostenendo tuttavia che l’attuale governo abbia impresso una svolta alla presenza italiana sulla scena internazionale. “Il Piano Mattei ne è un esempio e noi, nella nostra piccolissima parte, stiamo cercando di dare un contributo”, ha affermato Tardino. L’accordo sottoscritto oggi rappresenta per il momento un quadro di collaborazione, da tradurre in iniziative operative. “Riteniamo che la Libia sia sempre stata un partner fondamentale per l’Italia”, ha concluso la presidente, sottolineando il valore economico, storico e sociale del rafforzamento dei rapporti tra le due sponde del Mediterraneo.

Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, tra novembre e dicembre è allo studio l’invio in Sicilia di una delegazione tecnica della Zona franca di Misurata, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di cooperazione e valutare anche la possibilità di attivare nuove linee marittime dirette tra lo scalo libico e i porti della Sicilia occidentale. Si tratterebbe di un primo passo concreto per dare seguito al protocollo firmato oggi, anche se al momento non risultano ancora definite rotte, frequenze o tempistiche per l’eventuale avvio dei collegamenti.

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