Gli indici SWG descrivono un Paese meno sicuro sul futuro. La fragilità economica percepita risale lievemente, la marginalità sociale resta alta e le attese dei cittadini tornano a indebolirsi dopo la ripresa di fine 2025.
La confidenza nel futuro scende a maggio, marginalità sociale stabilizzata intorno al 50%
La percezione degli italiani torna a muoversi in senso più prudente. Gli indici SWG di maggio 2026 segnalano famiglie più esposte all’incertezza, attese future in calo e una relazione ancora complicata con società, politica e istituzioni.

L’indice di fragilità economica risale a 40. Non è un balzo, ma conferma il saliscendi degli ultimi mesi. SWG lo collega a un quadro generale incerto e mutevole, che si riflette nella percezione della condizione economica media delle famiglie.
La marginalità sociale resta stabilizzata attorno a quota 50. Il dato misura la sensazione di essere parte attiva della società. In pratica, metà della popolazione continua a percepire una relazione difficile con il divenire sociale.


Il movimento più netto riguarda la fiducia nel futuro. Dopo la ripresa della fine del 2025, l’indice torna a 36 a maggio 2026. Le tensioni del quadro internazionale e le ricadute interne pesano sulle aspettative, che restano uno dei termometri più sensibili dello stato d’animo collettivo.
Anche il rapporto con la politica non mostra una ricomposizione stabile. L’indice di disaffezione politico-istituzionale continua ad alternare fasi di distanza e momenti di maggiore aggancio. Il referendum sulla giustizia ha spinto a partecipare, ma non basta a indicare un rinsaldamento duraturo.

Il quadro finale è quello di un Paese che non precipita, ma nemmeno ritrova slancio. La fragilità economica non esplode, la marginalità non rientra, la fiducia nel futuro perde terreno. La società resta in attesa, più reattiva agli eventi che convinta di poterli governare.

