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Mafie, giornata della memoria a Bologna. Migliaia in corteo con Libera

Duecentomila persone in corteo a Bologna insieme a Don Ciotti e Libera in memoria delle vittime delle mafie: “Corruzione e criminalità organizzata sono la stessa cosa”

“La verita’ illumina la giustizia”: e’ lo striscione portato dai familiari delle vittime innocenti delle mafie in occasione della 20esima giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera e da Avviso Pubblico. E’ partito il corteo a Bologna dopo l’assembramento in zona stadio: migliaia le persone che sfilano in strada e moltissimi sono i gonfaloni dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. “Le mafie sono tornate forti – ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti – e dobbiamo dare una risposta tutti insieme”. Il corteo percorrera’ le vie del centro fino a piazza 8 Agosto dove dal palco saranno letti i nomi delle vittime delle mafie.

Poletti “qui c’e’ una bellissima Italia, ci da’ carica” – “E’ una bellissima marcia, un sacco di giovani: qui uno si carica, viene a fare benzina perche’ per fare le cose che dobbiamo fare serve una grande spinta e una grande spinta ce la danno solo gli italiani”: cosi’ il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che sta sfilando in corteo a Bologna per la marcia di Libera contro le mafie. “Qui c’e’ una bellissima Italia – ha detto ancora Poletti – che dimostra da tantissimi anni. Io ci sono stato tutti gli altri anni – ha detto ancora il ministro riferendosi alla partecipazione alla manifestazione – facevo mestieri diversi ma non ho mai smesso di andarci e non ho nessuna intenzione di smettere”. Poletti ha poi ribadito che il governo intende combattere tutti i fenomeni criminali e malavitosi, mettendo a posto alcune leggi come ad esempio, ha spiegato “facendo un miglioramento di quella sulla gestione di beni sequestrati che – ha detto – vede un problema di burocratizzazione di questo processo, che rende difficile l’uso dei beni. E quando noi abbiamo sequestrato e non riusciamo ad usare – ha concluso il ministro – ci facciamo male da soli perche’ vuol dire che anziche’ avere una forza in piu’ per dimostrare che il sequestro di un bene e il suo riuso sono un valore sociale sia testimonianza del fatto che anche li’ la burocrazia puo’ fare dei danni”.